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	<title>La voce dell&#039;isola</title>
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	<description>Giornale siciliano di politica, cultura, informazione, economia, turismo, spettacolo - Edizione online</description>
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		<title>La Voce dell&#8217;Isola si unisce al dolore del collega Concetto Mannisi</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 19:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un grave Lutto ha colpito il collega Concetto Mannisi, segretario regionale dell&#8217;ordine dei Giornalisti e firma di punta del quotidiano locale La Sicilia.  Salvo Barbagallo, Carlo Barbagallo, Marco Di Salvo, Alfio Musarra e la redazione tutta si uniscono al dolore di Concetto, della famiglia tutta e in particolare delle care figlie Alessandra e Letizia per la prematura [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/153223_img.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9493" alt="153223_img" src="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/153223_img.jpg" width="190" height="130" /></a>Un grave Lutto ha colpito il collega Concetto Mannisi, segretario regionale dell&#8217;ordine dei Giornalisti e firma di punta del quotidiano locale La Sicilia.  Salvo Barbagallo, Carlo Barbagallo, Marco Di Salvo, Alfio Musarra e la redazione tutta si uniscono al dolore di Concetto, della famiglia tutta e in particolare delle care figlie Alessandra e Letizia per la prematura scomparsa di Daniela.</p>
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		<title>Nel Mediterraneo è in gioco la pace mondiale</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 21:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Salvo Barbagallo   In Sicilia, a casa nostra, in casa nostra, si prepara la nuova guerra mondiale che si giocherà nel Mediterraneo? Non mancano, da tempo, i segnali oscuri che fanno ipotizzare (e non è fantapolitica) eventi terribili: le misteriose esercitazioni militari che si tengono periodicamente dalla fine dello scorso anno nei territori delle [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><b><a href="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/DOSSIER3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9484" alt="DOSSIER3" src="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/DOSSIER3-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a>Di Salvo Barbagallo</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b> </b></p>
<p style="text-align: justify;">In Sicilia, a casa nostra, in casa nostra, si prepara la nuova guerra mondiale che si giocherà nel Mediterraneo? Non mancano, da tempo, i segnali oscuri che fanno ipotizzare (e non è fantapolitica) eventi terribili: le <a title="La Sicilia territorio per esercitazioni militari" href="http://www.lavocedellisola.it/la-sicilia-territorio-per-esercitazioni-militari/" target="_blank">misteriose esercitazioni militari</a> che si tengono periodicamente dalla fine dello scorso anno nei territori delle province di Palermo e di Agrigento (da Corleone a Contessa Ermellina, da Favara a San Leone, da Porto Empedocle a Realmonte), l’accresciuta potenzialità della base di Sigonella che “ospita” i micidiali Global Hawk (gli aerei senza pilota chiamati “droni”), la <a title="Chi tocca il Muos si brucia. Chiesti i danni per i lavori interrotti!" href="http://www.lavocedellisola.it/chi-tocca-il-muos-si-brucia-chiesti-i-danni-per-i-lavori-interrotti/" target="_blank">contestata installazione degli impianti di trasmissione MUOS a Niscemi</a>, mostrano che “qualcosa” di grave si sta preparando, e si sta preparando, come punta di lancio, proprio dalla nostra Isola.</p>
<p style="text-align: justify;">Non rassicura, di certo, il <a title="Altri 550 Marines e 6 aerei a Sigonella" href="http://www.lavocedellisola.it/altri-550-marines-e-6-aerei-a-sigonella/" target="_blank">recente invio a Sigonella di 550 marines e sei velivoli d’assalto MV 22</a> dalla base aerea di Moron in Spagna; non rassicurano, di certo, le dichiarazioni del tenente di vascello Tim Page, capo ufficio stampa della Stazione Aeronavale della marina Usa di Sigonella, che ha affermato, sic e simpliciter, ”<em>Il personale della Nas Sigonella</em> <em>è costantemente impegnato a fornire supporto logistico di elevato livello ai seguenti comandi della forze armate Usa: Centcom, Africom, Eucom, alle unità della V e VI Flotta Usa e alle forze della Nato nel Mediterraneo. In linea con questo impegno e con i relativi accordi presi con il governo italian</em>o – ha aggiunto l’ufficiale – <em>la Nas</em><em> americana continua a fornire supporto sia a unità operative permanenti che temporanee. La Nas Sigonella americana sta attualmente fornendo supporto logistico a una piccola unità di marines denominata ‘Special purpose marine air-ground taske force’ di stanza nella base di Moron in Spagna c</em>he – conclude il tenente di vascello Tim Page – è<em> temporaneamente schierata nella Nas americana pronta a intervenire nelle suddette aeree operative, nel caso in cui fosse necessario</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/DOSSIER4.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9485" alt="DOSSIER4" src="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/DOSSIER4.jpg" width="299" height="168" /></a>Le dichiarazioni del tenente di vascello Tim Page non rassicurano, ma, indirettamente, “chiariscono” lo scopo delle esercitazioni delle forze USA nei territori siciliani, anche se – a quel che risulta – per tali esercitazioni nessuno ha avvertito le autorità locali e, di conseguenza, gli abitanti di quelle zone: i marines USA si preparano ad intervenire. Dove? Forse in Libia, forse altrove: ovviamente non è dato sapere perché si tratta di segreto militare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma di segreto c’è poco nella presenza di una “piccola” flotta russa nel Mediterraneo: la portaerei antisommergibile Ammiraglio Panteleev; le navi da battaglia anfibie Peresvet e Ammiraglio Nevelskoi, la nave-cisterna Pechenga e il rimorchiatore per operazioni di salvataggio Fotiy Krylov che, salpate da Vladivostok, hanno attraversato il canale di Suez. “<i>È la prima volta dopo diversi decenni</i>”- ha affermato il capitano Roman Martov &#8211; <i>che le navi della flotta del Pacifico rientrano nelle acque del Mediterraneo</i>”. Ha proprio ragione il russo Martov: è dagli Anni Ottanta che navi russe (allora “sovietiche”) non solcano le acque dell’ex Mare Nostrum: allora, prima della caduta del Muro di Berlino, prima del crollo dell’Unione Sovietica, nel Mediterraneo  c’era un’intera e agguerrita forza di ben 59 navi da guerra che fronteggiavano l’altrettanto agguerrita Sesta Flotta USA. Erano i tempi della cosiddetta guerra fredda che di “freddo”aveva ben poco: il pericolo di uno scontro frontale era più concreto che mai. Tempi passati e dimenticati, l’Unione Sovietica non c’è più, gli Stati Uniti sempre “uniti” sono, ma altre potenze minacciose sono presenti nello scenario mondiale, la Cina, per esempio. Ma la “pattuglia” russa non rimarrà isolata. Le unità della flotta del Pacifico si uniranno ad altre navi militari russe già presenti nel Mediterraneo: la nave anti-sottomarini Severomorsk; la fregata Yaroslav Mudry; i rimorchiatori Altai e SB-921; la nave cisterna Lena dalle flotte del Nord e del Baltico; la portaerei Azov della flotta del Mar Nero. Il comandante della Marina militare russa, l’ammiraglio Viktor Cirkov, non ha escluso che alla flottiglia si aggiungano anche sottomarini nucleari: il ministro della Difesa Serghei Shoigu ha dichiarato che le navi “<i>difenderanno gli interessi russi nel Mediterraneo</i>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/DOSSIER1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9486" alt="DOSSIER1" src="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/DOSSIER1-300x99.jpg" width="300" height="99" /></a>I tempi passati sono stati dimenticati, ma, ecco, i “nuovi” segnali di “remake”, di “dejà vu”, di già visto, di guerra fredda archiviata che viene rispolverata, se è vero, come è vero, che proprio recentemente un membro della delegazione Usa a Mosca, Ryan Fogle, è stato fermato e interrogato, accusato dai servizi russi di aver tentato di reclutare un loro agente. Il ministero degli Esteri russo ne ha chiesto l&#8217;allontanamento &#8220;al più presto&#8221;. &#8220;<i>La vicenda solleva questioni serie a cui gli Usa dovranno rispondere</i>&#8220;, ha affermato il ministero degli Esteri russo.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa bolle in pentola, ci dovremmo chiedere: non lo facciamo perché distratti dai troppi problemi che pesano sul nostro Paese, sulla Sicilia, e governanti e politici non danno di certo conto ai cittadini in merito a queste delicate situazioni che si stanno creando nel nostro territorio e a due passi dallo stesso nostro territorio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/DOSSIER2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9487" alt="DOSSIER2" src="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/DOSSIER2.jpg" width="240" height="171" /></a>Noi Occidente abbiamo definito “primavera araba” quanto accaduto in diversi Paesi del bacino del Mediterraneo nell’arco di poco più un anno, ma di “primavera” c’è stato ben poco: proteste ed agitazioni, cominciate alcune già durante l&#8217;inverno 2010/2011, hanno cancellato governi ritenuti dittatoriali, altri tentativi sono tuttora in corso, la “pace” è un vero miraggio, le violenze sono continue. L’area del cosiddetto “cambiamento” è ancora in forte fibrillazione, lontano un assestamento di pace, lontanissimo un equilibrio socio-economico. Tutto ciò a due passi da casa nostra. Ma c’è dell’altro, ovviamente. <strong>E ciò che accade in Siria?</strong> C’è chi sostiene che in quello Stato si combatta la “<i>prima guerra mondiale locale perché vi sono coinvolte le massime potenze planetarie e regionali</i>”. Infatti, a dare man forte ai ribelli contro il regime di Bassar al-Assad ci sono Stati Uniti d’America, Gran Bretagna e Francia, fronteggiati da Russia e Cina. Anti Assad sono Turchia, Arabia Saudita, Qatar, a favore Iran e Hizbullah libanesi. Una situazione incandescente sempre sull’orlo di una deflagrazione, alla fine poco controllabile dagli stessi soggetti coinvolti.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché, dunque, meravigliarsi? Pensiamo all’IMU che è stata momentaneamente sospesa, pensiamo alla disoccupazione galoppante, non facciamo caso a chi si uccide per disperazione: perché preoccuparci dei “giochi di guerra” fra questo o quel Paese amico-nemico dell’Italia? Lasciamo ad Obama e Putin, ad Hollande e Cameron le questioni più importanti, consapevoli che Letta, e lo stesso Napolitano, hanno problemi più urgenti da risolvere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la Sicilia è terra “libera” o è zona di guerra? A questo interrogativo, almeno, qualcuno dovrebbe rispondere?</p>
<p style="text-align: justify;">Oppure no?&#8230;</p>
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		<title>Un Gol per un Sorriso</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 20:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[CATANIA]]></category>
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		<category><![CDATA[Calcio Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Lega per il Trattamento dei Tumori Infantili]]></category>
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		<category><![CDATA[Partita di beneficienza]]></category>
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		<description><![CDATA[di Valeria C. Giuffrida Sabato 25 maggio, alle ore 17, lo Stadio Angelo Massimino sarà scenario ideale per una partita di beneficenza importante. I giocatori del Calcio Catania 2006 che hanno portato la squadra alla promozione, affronteranno la squadra di serie A dei primi anni per un pomeriggio di beneficenza a favore della Onlus Ibiscus, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">di <a href="http://www.valeriagiuffrida.it" target="_blank">Valeria C. Giuffrida</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/Gol-sorriso.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9481" alt="Gol-sorriso" src="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/Gol-sorriso-300x150.jpg" width="300" height="150" /></a>Sabato 25 maggio, alle ore 17, lo Stadio Angelo Massimino sarà scenario ideale per una partita di beneficenza importante.</p>
<p style="text-align: justify;">I giocatori del Calcio Catania 2006 che hanno portato la squadra alla promozione, affronteranno la squadra di serie A dei primi anni per un pomeriggio di beneficenza a favore della Onlus Ibiscus, la Lega per il Trattamento dei Tumori Infantili.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intero ricavato sarà devoluto in beneficenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Partecipare vuol dire regalare un sorriso ai bambini e quest’ultimi sono le persone che più di tutte meritano la nostra attenzione di adulti, in quanto persone indifese, soprattutto nella malattia.</p>
<p style="text-align: justify;">Un sorriso a questi bambini lo regaliamo con poco, i costi dei biglietti, (Tribuna A € 11,50 &#8211; Tribuna B € 6,50 compresi diritti di prevendita e sono acquistabili presso  Circuito Boxoffice Sicilia Via G. Leopardi, 95 CT oppure on line www.boxol.it &#8211; www.ctbox.it), sono più che abbordabili e consentono di andare con tutta la famiglia allo stadio.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto, tifosi del Catania e non, portate le vostre famiglie allo Stadio e regalate un sorriso ad un bambino</p>
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		<title>Enzo Tortora,  lettere per non dimenticare</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 16:47:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Calvario giudiziario]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Tortora]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Giustizia Organizzata]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Cutolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Valter Vecellio    Il 18 maggio prossimo saranno già venticinque anni che Enzo Tortora ci lasciava, stroncato da un tumore, conseguenza – si può fondatamente ritenere – anche del lungo e ingiusto calvario patito. Chi scrive fu tra i primi a denunciare che in quell’operazione che aveva portato Enzo in carcere assieme a centinaia di altre persone, c’era [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><b>Di Valter Vecellio</b></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/enzo-tortora.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9477" alt="enzo-tortora" src="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/enzo-tortora-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a>   Il 18 maggio prossimo saranno già venticinque anni che Enzo Tortora ci lasciava, stroncato da un tumore, conseguenza – si può fondatamente ritenere – anche del lungo e ingiusto calvario patito. Chi scrive fu tra i primi a denunciare che in quell’operazione che aveva portato Enzo in carcere assieme a centinaia di altre persone, c’era molto che non andava; e fin dalle prime ore: Tortora era stato arrestato nel cuore della notte e trattenuto nel comando dei carabinieri di via Inselci a Roma, fino a tarda mattinata, fatto uscire solo quando si era ben sicuri che televisioni e giornalisti fossero accorsi per poterlo mostrare in manette. E bisognerebbe sapere chi diede quell’ordine che portò alla prima di una infinita serie di mascalzonate. Con Enzo nacque un’amicizia, e conservo parecchie sue lettere, scritte dal carcere. A rileggerle ancora oggi che sono trascorsi tanti anni, corre un brivido. Credo sia utile, necessarie, rileggerle, in giorni in cui tanti, mostrano di aver smarrito la memoria di quello che è stato.</p>
<p style="text-align: justify;">  <span style="text-decoration: underline;">16 settembre 1983</span>: “<i>Da tempo volevo dirti grazie…Hai “scommesso” su di me, subito: con una purezza e un entusiasmo civile che mi commossero immensamente. Vincerai, naturalmente, la tua “puntata”. Ma a prezzo di mie sofferenze inutili e infinite. Io sono stato il primo a dire che il “caso Tortora è il caso Italia”. Non intendo avere trattamenti di favore, o fruire di scorciatoie non “onorevoli”…Se dal mio male può venire un po’ di bene per la muta, dolente popolazione dei 40mila sepolti vivi nei lager della democrazia, e va bene, mi consolerà questo</i>”.</p>
<p style="text-align: justify;">  <span style="text-decoration: underline;">2 maggio 1984</span>: “…<i>Che si faccia strame della libertà di un uomo, della sua salute, della sua vita, come può esser sentito come offesa alla libertà, alla vita, alla salute di tutti in un Paese che non ha assolutamente il senso sacro, della propria dignità e delle libertà civili?Non è vero che l’Italia “ha abolito la pena di morte”. Abbiamo un boja in esercizio quotidiano, atroce, instancabile. Ma non vogliamo vederlo. La sua scure si abbatte, ogni minuto, sul corpo di uomini e di donne, e li squarta vivi, in “attesa” di un giudizio che non arriva mai. L’uomo qui è niente, ricordatevelo. L’uomo qui può, anzi deve attendere. L’uomo qui è una “pratica” che va “evasa” con i tempi, ignobili, della crudeltà nazionale</i>…”.</p>
<p style="text-align: justify;">  <span style="text-decoration: underline;">15 luglio 1985</span>: “…<i>In questa gara, tra chi pianta più in fretta i chiodi, come al luna parkdell’obbrobrio giudiziario, e i pochi che si ribellano, sta tutta la mostruosa partita. Vedere a che lurido livello s’è ridotta la dignità di questo Paese è cosa che mi annienta più d’ogni altra. So che sei coi pochi. Da sempre. Te ne ringrazio, fraternamente</i>”.</p>
<p style="text-align: justify;">  <span style="text-decoration: underline;">7 ottobre 1985</span>: “…<i>Sono stato condannato e processato dalla N.G.O., Nuova Giustizia Organizzata. Io spero che questa fogna, che ormai nessun tombino può contenere, trabocchi e travolga chi lo merita</i>…”.</p>
<p style="text-align: justify;"> <span style="text-decoration: underline;">2 aprile 1986</span>: “…<i>Diffamatori è poco: sapevano quel che facevano. Ma per pura voluttà scandalistica, per pura, stolida ferocia, qui si getta fango sino all’estremo. Ho paura di questi cannibali. Ho soprattutto vergogna di essere italiano</i>…”.</p>
<p style="text-align: justify;"> <span style="text-decoration: underline;">17 agosto 1987</span>: “…<i>Siamo molti…ma troppo pochi per spezzare la crosta di ottusa indifferenza che copre e fascia la rendita di alcuni farabutti mascherati da Magistrati. Tanto più importante e notevole il vostro impegno. Tenteremo, sul caso Melluso, quel che si potrà. Ho inviato al ministro Vassalli</i><b><i> </i></b><i>l’incredibile servizio, gli ho anche detto che i responsabili hanno nome e cognome: Felice Di Persia, Lucio Di Pietro, Giorgio Fontana, Achille Farina,Carlo Spirito…Sono ancora lì, al loro posto…Staremo a vedere</i>…”.</p>
<p style="text-align: justify;">  Manca, tuttavia, a distanza di tanti anni da quei fatti, la risposta alla quinta delle classiche domande anglosassoni che dovrebbero essere alla base di un articolo: “perché?”. Alla ricerca di una soddisfacente risposta, si affonda in uno dei periodi più oscuri e melmosi dell’Italia di questi anni: il rapimento dell’assessore all’urbanistica della Regione Campania, il democristiano Ciro Cirillo da parte delle Brigate Rosse di Giovanni Senzani, e la conseguente, vera, trattativa tra Stato, terroristi e camorra di Raffaele Cutolo.</p>
<p style="text-align: justify;">  Il cuore della vicenda è qui. Sono le 21.45 del 27 aprile 1981 quando le Brigate Rosse sequestrano Cirillo. Segue una frenetica, spasmodica trattativa condotta da esponenti politici della DC, Cutolo, uomini dei servizi segreti per “riscattarlo”. Viene chiesto un riscatto, svariati miliardi. Il denaro viene trovato. Durante la strada una parte viene trattenuta non si è mai ben capito da chi. Anche in situazioni come quelle c’è chi si prende la “stecca”. A quanto ammonta il riscatto? Si parla di circa cinque miliardi. Da dove viene quel denaro? Raccolto da costruttori amici. Cosa non si fa, per amicizia! Soprattutto se poi c’è un “ritorno”. Il “ritorno” si chiama ricostruzione post-terremoto, i colossali affari che si possono fare; la commissione parlamentare guidata da Oscar Luigi Scalfaro accerta che la torta era costituita da oltre 90mila miliardi di lire. Peccato, molti che potrebbero spiegare qualcosa, non sono più in condizione di farlo: sono tutti morti ammazzati, da Vincenzo Casillo luogotenente di Cutolo a Giovanna Matarazzo, compagna di Casillo; da Salvatore Imperatrice che ebbe un ruolo nella trattativa, a Enrico Madonna, avvocato di Cutolo; e Antonio Ammaturo, il poliziotto che aveva ricostruito il caso Cirillo in un dossier spedito al Viminale, “mai più ritrovato”. Questo il contesto. Ma quali sono i fili che legano Tortora, Cirillo, la camorra, la ricostruzione post-terremoto? Ripercorriamoli qui i termini di una questione che ancora “brucia”. Cominciamo col dire che: Tortora era un uomo perbene, vittima di un mostruoso errore giudiziario. Che il suo arresto costituisca per la magistratura e il giornalismo italiano una delle pagine più nere e vergognose della loro storia, è assodato.</p>
<p style="text-align: justify;"> “<i>Cinico mercante di morte</i>”, lo definisce il Pubblico Ministero Diego Marmo; e aggiunge: “<i>Più cercavamo le prove della sua innocenza, più emergevano elementi di colpevolezza</i>”. Le “prove” erano la parola di Giovanni Pandico, un camorrista schizofrenico, sedicente braccio destro di Cutolo: lo ascoltano diciotto volte, solo al quinto interrogatorio si ricorda che Tortora è un camorrista. Pasquale Barra detto ‘o nimale: in carcere uccide il gangster Francis Turatello e ne mangia l’intestino…Con le loro dichiarazioni, Pandico e Barra danno il via a una valanga di altre accuse da parte di altri quindici sedicenti “pentiti”: curiosamente, si ricordano di Tortora solo dopo che la notizia del suo arresto è diffusa da televisioni e giornali. Arriviamo ora al nostro “perché?” e al “contesto”.</p>
<p style="text-align: justify;">  A legare il riscatto per Cirillo raccolto i costruttori, compensati poi con gli appalti e la vicenda Tortora, non è un giornalista malato di dietrologia e con galoppante fantasia complottarda. È la denuncia, anni fa, della Direzione Antimafia di Salerno: contro Tortora erano stati utilizzati “pentiti a orologeria”; per distogliere l’attenzione della pubblica opinione dal gran verminaio della ricostruzione del caso Cirillo, e la spaventosa guerra di camorra che ogni giorno registra uno, due, tre morti ammazzati tra cutoliani e anti-cutoliani. Fino a quando non si decide che bisogna reagire, fare qualcosa, occorre dare un segnale. E’ in questo contesto che nasce “il venerdì nero della camorra”, che in realtà si rivelerà il “venerdì nero della giustizia”: 850 mandati di cattura, e tra loro decine di arrestati colpevoli di omonimia, gli errori di persona. Nel solo processo di primo grado gli assolti sono ben 104… Documenti ufficiali, non congetture.</p>
<p style="text-align: justify;">   Come un documento di straordinaria e inquietante efficacia, l’intervista che feci per il “TG2” con Silvia, la figlia di Enzo: Quando suo padre fu arrestato, oltre alle dichiarazioni di Pandico e Barra cosa c’era? “<i>Nulla</i>”.</p>
<p style="text-align: justify;">  Suo padre è mai stato pedinato, per accertare se davvero era uno spacciatore, un camorrista? “<i>No, mai</i>”.</p>
<p style="text-align: justify;">  Intercettazioni telefoniche? “<i>Nessuna</i>”.</p>
<p style="text-align: justify;">  Ispezioni patrimoniali, bancarie? “<i>Nessuna</i>”.</p>
<p style="text-align: justify;">  Si è mai verificato a chi appartenevano i numeri di telefono trovati su agende di camorristi e si diceva fossero di suo padre? “<i>Lo ha fatto, dopo anni, la difesa di mio padre. E’ risultato che erano di altri”.</i></p>
<p style="text-align: justify;">  Suo padre è stato definito cinico mercante di morte. Su che prove? “<i>Nessuna</i>”.</p>
<p style="text-align: justify;">  Suo padre è stato accusato di essersi appropriato di fondi destinati ai terremotati dell’Irpinia. Su che prove? “<i>Nessuna. Chi lo</i> <i>ha scritto è stato poi condannato</i>”.</p>
<p style="text-align: justify;"> Qualcuno le ha mai chiesto scusa per quello che è accaduto? “<i>No</i>”.</p>
<p style="text-align: justify;"> Candidato al Parlamento Europeo nelle liste radicali, eletto, chiede sia concessa l’autorizzazione a procedere, che invece all’unanimità viene negata. A questo punto, Tortora si dimette e si consegna all’autorità, finendo agli arresti domiciliari. Diventa presidente del Partito Radicale e i temi della giustizia e del carcere diventano la “sua” ossessione.</p>
<p style="text-align: justify;"> Nessuno dei “pentiti” che lo ha accusato è stato chiamato a rispondere delle sue calunnie. I magistrati dell’inchiesta hanno tutti fatto carriera. Solo tre o quattro giornalisti hanno chiesto scusa per le infamanti cronache scritte e pubblicate. Stroncato dal tumore, Enzo ha voluto essere sepolto con una copia della “Storia della colonna infame”, di Alessandro Manzoni. Sulla tomba un’epigrafe, dettata da Leonardo Sciascia: “<i>Che non sia un’illusione</i>”.</p>
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		<title>18 e 19 maggio, a Catania, &#8220;La bella gitana&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 08:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[La bella gitana]]></category>
		<category><![CDATA[Ornella Giusti]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Fellini]]></category>
		<category><![CDATA[via Enna]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 18 maggio ore 18 e ore 21 e domenica 19 maggio ore 18. al teatro Fellini di Catania, via Enna 26, sarà rappresentato “La bella Gitana”, spettacolo ha debuttato il 24 agosto 2010 a Gravina di Catania e il 19 marzo 2011 a Biancavilla, a Francofonte il 7 Agosto 2011 e a Recanati il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/Ornella-Giusti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9472" alt="Ornella-Giusti" src="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/Ornella-Giusti-215x280.jpg" width="215" height="280" /></a>Sabato 18 maggio ore 18 e ore 21 e domenica 19 maggio ore 18. al teatro Fellini di Catania, via Enna 26, sarà rappresentato “La bella Gitana”, spettacolo ha debuttato il 24 agosto 2010 a Gravina di Catania e il 19 marzo 2011 a Biancavilla, a Francofonte il 7 Agosto 2011 e a Recanati il 21 agosto 2011, Ragusa 16 Dicembre 2011, Rassegna Palchi Diversi 7°edizione 2011/2012 Ragusa 9 marzo 2012. Sciacca film festival 26 agosto 2012 , Castello di Brucoli (sr) 30 agosto 2012 , Teatro Skenè di Roma 23 e 24 Febbraio 2013, ottenendo un grande successo di pubblico e delle ottime critiche.<br />
Lo spettacolo è scritto e interpretato da Ornella Giusto che si è affermata negli ultimi anni come attrice di grande spessore artistico oltre che di indubbio talento poetico. Lo spettacolo è un monologo. One women show. Il mistero del doppio presente in ogni essere umano sembra trovare risposta in questo scherzo poetico &#8211; sentimentale; senza alcuna pretesa di dare soluzioni ma solo con la modesta ambizione di raccontare una storia di scissione, di ambiguità e contrapposizione, che alla fine trovano umana sintesi nella ritrovata fusione della lingua siciliana<br />
Ornella e Nella sono due donne all’interno di un corpo esplosivo, in cerca di passione e di poesia, di gioco e d’amore, nella continua rincorsa a escludere l’altra tentando di affermare il proprio lato a discapito dell’altro. La storia di Ornella &#8211; Nella si rispecchia nella poesia e nel gioco, nel dialogo interrotto delle due, nei contrasti forti e aspri che le vedono protagoniste di una disputa sul filo della memoria, di un passato fanciullesco che torna prepotente a minare le certezze della donna di oggi. E sullo sfondo, ma nemmeno tanto, appena un poco indietro, a raccogliere i loro bisticci, la terra siciliana, il suo dialetto, la sua forza magnetica, il suo potente e maestoso sigillo che non abbandona più chi ha avuto il destino di nascervi.</p>
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		<title>Due femminicidi con suicidio a Palermo</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 21:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[PALERMO]]></category>
		<category><![CDATA[Dimitro Gabriel]]></category>
		<category><![CDATA[Femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[Micaela Gauril]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[via Di Marco]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;epilogo nel pomeriggio sui binari della metro Giachery a Palermo. Un uomo di 37 anni, romeno, Gabriel Dimitro, si suicida. Subito i soccorsi, vani. E la ricerca dei familiari tramite la rubrica del cellulare. Così la Polizia rintraccia il domicilio della moglie Micaela Gauril, 34 anni. La donna viveva in via De Marco, la Polizia [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/via-Di-Marco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9468" alt="via-Di-Marco" src="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/via-Di-Marco-300x169.jpg" width="300" height="169" /></a>L&#8217;epilogo nel pomeriggio sui binari della metro Giachery a Palermo. Un uomo di 37 anni, romeno, Gabriel Dimitro, si suicida. Subito i soccorsi, vani. E la ricerca dei familiari tramite la rubrica del cellulare. Così la Polizia rintraccia il domicilio della moglie Micaela Gauril, 34 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">La donna viveva in via De Marco, la Polizia ha rintracciato il domicilio grazie a una comune amica rintracciata sempre tramite la rubrica del cellulare. Al telefono però non rispondeva e gli agenti, giunti a casa della donna, non hanno ricevuto alcuna risposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui la decisione di sfondare la porta e la tragica scoperta. Micaela soffocata con un sacchetto di plastica e varie ferite inferte con un&#8217;ascia ritrovata accanto al cadavere. Insieme a lei una sua amica polacca -della quale non si conoscono ancora le generalità- con la scatola cranica fracassata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora tragiche righe di una cronaca che rischia di apparire ormai monotona ai meno attenti, ai più distratti e svogliati. Ancora cronache di qualcosa che mai invece vorremmo scrivere.</p>
<p style="text-align: justify;">L.A.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Omicidio a Belpasso, ucciso un 70enne</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 10:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[CATANIA]]></category>
		<category><![CDATA[Antonino Patti]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Omicidiio Belpasso]]></category>

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		<description><![CDATA[Antonino Patti, 70 anni, è stato ucciso questa mattina a Belpasso mentre accedeva al suo fondo agricolo. L&#8217;uomo sarebbe stato aggredito con un&#8217;arma da taglio  mentre apriva il cancello. Ritrovato in fin di vita dai Carabinieri è stato subito trasportato in elisoccorso all&#8217;ospedale Cannizzaro, dove è comunque deceduto a seguito delle gravi ferite. Oltre 13 [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2012/01/112-Carabinieri-di-Roma1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1672" alt="112-Carabinieri" src="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2012/01/112-Carabinieri-di-Roma1-300x202.jpg" width="300" height="202" /></a>Antonino Patti, 70 anni, è stato ucciso questa mattina a Belpasso mentre accedeva al suo fondo agricolo. L&#8217;uomo sarebbe stato aggredito con un&#8217;arma da taglio  mentre apriva il cancello.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritrovato in fin di vita dai Carabinieri è stato subito trasportato in elisoccorso all&#8217;ospedale Cannizzaro, dove è comunque deceduto a seguito delle gravi ferite.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre 13 anni fa l&#8217;uomo era stato ritenuto vicino a esponenti del clan Santapaola e denunciato per truffa. Ma a quella denuncia non erano più sorti problemi con la giustizia. Indagano ora i Carabinieri della Compagnia di Paternò.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Franco Battiato: dalla politica al teatro dell&#8217;opera</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 21:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[Concerti sinfonici]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Battiato]]></category>
		<category><![CDATA[Manlio Sgalambro]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Endrigo]]></category>

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		<description><![CDATA[Si potrebbe dire che la politica gli stesse stretta. Non voleva che lo si chiamasse assessore ma semplicemente Franco e la sua breve esperienza al parlamento regionale gli ha fatto assaporare il gusto amaro di certi giochi e compromessi che lui proprio non tollera e con ragione. Al di là della battuta che gli ha [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/Franco-Battiato.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9460" alt="Franco-Battiato" src="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/Franco-Battiato.jpg" width="299" height="168" /></a>Si potrebbe dire che la politica gli stesse stretta. Non voleva che lo si chiamasse assessore ma semplicemente Franco e la sua breve esperienza al parlamento regionale gli ha fatto assaporare il gusto amaro di certi giochi e compromessi che lui proprio non tollera e con ragione. Al di là della battuta che gli ha causato l&#8217;esclusione dalla politica regionale e che di certo sarebbe dovuta essere circostanziata e meglio spiegata, resta una verità di fatto: quanto accade in politica spesso è inaccettabile. Il mandato quinquennale durato solo cinque mesi ci ha restituito il Battiato di sempre, spontaneo senza mezze misure e molto diretto, quello che piace ai suoi ammiratori. Benché importante, la partecipazione politica è quella a cui il pubblico fa meno riferimento anche perché si è consumata contemporaneamente all&#8217;uscita dell&#8217;ultimo album “Apriti sesamo” e del conseguente tour di presentazione che dopo aver fatto trappa nelle principali città del nord Italia e una parentesi europea è approdato in Sicilia. Anche qui Battiato si è esibito nei principali capoluoghi di provincia. Ad accompagnare il maestro nei live Carlo Guaitoli al pianoforte, Angelo Privitera alle tastiere, Davide Ferrario alla chitarra, Andrea Torresani al basso, Giordano Colombo alla batteria, Simon Tong alla chitarra e i maestri del Nuovo Quartetto Italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">In scaletta brani del nuovo lavoro discografico e i maggiori successi del repertorio del cantautore. La particolarità del mini tour siciliano è rappresentata dai due concerti sinfonici per il teatro Bellini di Catania. Sul palco l&#8217;orchestra diretta dal maestro Xu Zhong ha accompagnato Battiato con un programma molto vasto in cui hanno trovato spazio le canzoni più rappresentative della sua carriera e alcuni classici dall&#8217;estero.</p>
<p style="text-align: justify;">“Un irresistibile richiamo” , “Caliti juncu”e “Il serpente” novità dell&#8217;ultimo discografico hanno dato il via al concerto a cui ha preso parte il filosofo Manlio Sgalambro suo amico e collaboratore ai testi da oltre quindici anni. Alle letture di Sgalambro si sono alternanati brani quali “Plaisir d&#8217;amour” di Jean paul Martini, Gestille senhsucht di Johannes Brahms poi Wagner con “Schmerzen”, Roger Quilter e “Come array death” fino a “Se mai” di Charlie Chaplin dal testo italiano di Giorgio Calabrese. Sin dalle prime note il pubblico del Bellini, notoriamente critico nei confronti di tutti gli artisti, ha accolto con molto entusiasmo le performances del cantautore dimostrandosi attento e partecipe. Un problema tecnico al microfono ha interrotto l&#8217;atmosfera rigorosa e le battute ironiche di Battiato, tra una canzone e l&#8217;altra, hanno aggiunto un tocco d&#8217;ironia alla serata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/Franco-Battiato1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9461" alt="Franco-Battiato1" src="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/Franco-Battiato1.jpg" width="240" height="180" /></a>Battiato ha omaggiato Sergio Endrigo, uno dei suoi autori preferiti, con “Aria di neve”.Uno scroscio di applausi si è levato dal loggione e dal parterre all&#8217;esecuzione dei suoi più grandi successi, “Prospettiva nievskj”, “Lode all&#8217;inviolato”, “L&#8217;ombra della luce”, l&#8217;ovazione per “La cura” e “Povera patria”, quindi “Il re del mondo” e “Le sacre sinfonie del tempo”. Immancabili i bis, durati almeno venti minuti, con i quali l&#8217;autore ha deliziato fans e neofiti spaziando tra classici del suo repertorio come “Gli uccelli”, “La stagione dell&#8217;amore”, un emozionante omaggio a Giuni Russo con “L&#8217;addio” e il brano che sarebbe stato impossibile non eseguire a Catania “Stranizza d&#8217;amuri”. La eco di questi concerti rimarrà a lungo nella mente e nel cuore degli spettatori e tutto fa pensare che è meglio vedere Battiato all&#8217;opera che in politica!</p>
<p style="text-align: justify;">Michele Creazzola</p>
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		<title>Il nuovo romanzo di Franco Di Mare, “Il Paradiso dei Diavoli”</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 21:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[LETTERATURA E LIBRI]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Di Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Il Paradiso dei diavoli]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[di Valeria C. Giuffrida Il nuovo romanzo di Franco Di Mare, “Il Paradiso dei Diavoli” è un tormentato atto d’amore alla sua città, Napoli. Amore per il bello di questa spettacolare città, senza dimenticarne i suoi lati oscuri anzi prendendone atto. L’ autore di “Non chiedere perchè” diventa autore di uno dei ritratti più vividi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">di <a href="http://www.valeriagiuffrida.it" target="_blank">Valeria C. Giuffrida</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/FRANCO-DI-MARE-PH.-VALERIA-C.-GIUFFRIDA-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9455" alt="FRANCO DI MARE - PH. VALERIA C. GIUFFRIDA (3)" src="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/FRANCO-DI-MARE-PH.-VALERIA-C.-GIUFFRIDA-3-185x280.jpg" width="185" height="280" /></a>Il nuovo romanzo di Franco Di Mare, “Il Paradiso dei Diavoli” è un tormentato atto d’amore alla sua città, Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Amore per il bello di questa spettacolare città, senza dimenticarne i suoi lati oscuri anzi prendendone atto.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ autore di “Non chiedere perchè” diventa autore di uno dei ritratti più vividi ed agghiaccianti di una città, un po’ presepe, dove vivono l’ uno di fianco all’ altro il bene ed il male in uno dei più attraenti contrasti.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il Paradiso dei Diavoli” è  la storia di Napoli, vista con gli occhi di chi, in questa città, ci è nato e cresciuto, ma che non sa se, per fortuna o meno, non ci vive più.</p>
<p style="text-align: justify;">Napoli città dai due volti, esattamente come tante altre città.</p>
<p style="text-align: justify;">Napoli che ti abbaglia con il mare, la prima vista del golfo, Capri e poi la periferia, una periferia all’ interno della città dove il degrado la fa da padrone.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/FRANCO-DI-MARE-PH.-VALERIA-C.-GIUFFRIDA-4.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-9456" alt="FRANCO DI MARE - PH. VALERIA C. GIUFFRIDA (4)" src="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/FRANCO-DI-MARE-PH.-VALERIA-C.-GIUFFRIDA-4-300x196.jpg" width="300" height="196" /></a>Presentato presso l’ Hotel Nettuno, in un evento organizzato dal Lions Club Catania Faro Biscari e la redazione di Globus Magazine, “Il paradiso dei Diavoli” ha riscosso un ottimo successo di pubblico, complice una presentazione diversa e coinvolgente.</p>
<p style="text-align: justify;">Franco Di Mare ha deciso per una introduzione al romanzo affidata un connubio perfetto tra immagini della sua città natale e le parole, le sue e quelle degli amici, le parole dei giornalisti e degli attori che hanno recitato la parte di alcuni protagonisti del libro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/517uTA7+ukL._SL500_AA300_.jpg"><img class="alignleft  wp-image-9457" alt="517uTA7+ukL._SL500_AA300_" src="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/517uTA7+ukL._SL500_AA300_-280x280.jpg" width="196" height="196" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Alla fine ci si ritrova ad essere protagonisti in modo totale della storia, essendoci stati portati per mano dall’ autore e dalla bravura del racconto che arriva da parte degli attori coinvolti, tra gli altri Serena Rossi e Patrizio Rispo.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il dopo presentazione è stato animato da domande e curiosità, alle quali il giornalista ha risposto con il garbo che lo contraddistingue, non sottraendosi a provocazioni o all’ immancabile e simpatico rito di avere una copia autografata del romanzo o alla foto di rito.</p>
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		<title>Chiomonte: nuovamente attaccato il cantiere TAV</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 19:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Chiomonte]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Carlo Caselli]]></category>
		<category><![CDATA[Procura Torino]]></category>
		<category><![CDATA[TAV]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo attacco questa notte al cantiere Tav di Chiomonte: intorno alle 3 un gruppetto di una trentina di persone a volto coperto, ha lanciato bottiglie incendiarie, razzi e bengala, danneggiando un compressore usato nel cantiere che ha preso fuoco. I manifestanti sono stati però respinti con idranti e lacrimogeni dalle forze dell&#8217;ordine che presidiavano l&#8217;area [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/arma_cantiere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9450" alt="arma_cantiere" src="http://www.lavocedellisola.it/wp-content/uploads/2013/05/arma_cantiere-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a>Nuovo attacco questa notte al cantiere Tav di Chiomonte: intorno alle 3 un gruppetto di una trentina di persone a volto coperto, ha lanciato bottiglie incendiarie, razzi e bengala, danneggiando un compressore usato nel cantiere che ha preso fuoco.</p>
<p style="text-align: justify;">I manifestanti sono stati però respinti con idranti e lacrimogeni dalle forze dell&#8217;ordine che presidiavano l&#8217;area e si sono dileguati nei boschi. Tutto è durato una ventina di minuti, alla fine non c&#8217;è stato alcun contatto con polizia e carabinieri e non risultano feriti. Dopo la fuga degli aggressori, all&#8217;esterno del cantiere sono stati ritrovati un rudimentale mortaio realizzato con un tubo di cinque centimetri di diametro, due bottiglie incendiarie inesplose, torce, catenacci usati per bloccare i cancelli, cesoie e una maschera antigas.La gravità della situazione è confermata dalla decisione di convocare d&#8217;urgenza per le 18 di oggi, nella prefettura di Torino, una riunione del Comitato provinciale per l&#8217;ordine pubblico e la sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi parteciperanno il ministro dell&#8217;Interno e quello delle Infrastrutture, Angelino Alfano e Maurizio Lupi, e i procuratori Caselli e Marcello Maddalena. Sarà presente anche il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota. Al vertice ci saranno il vicecapo della polizia, Alessandro Marangoni, e il comandante generale dell&#8217;Arma, generale Leonardo Gallitelli. Presenti anche i vertici delle forze dell&#8217;ordine locali e, tra gli altri, il sindaco e il presidente della Provincia di Torino, Piero Fassino e Antonio Saitta, e alcuni sindaci della Valle di Susa.</p>
<p style="text-align: justify;">Visibilmente preoccupato il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, che rimarca la pianificazione tattica e militare dell&#8217;azione degli assalitori: &#8220;Ieri notte &#8211; dice allarmato &#8211; c&#8217;è stato un salto di qualità preoccupante: si è assistito a una vera azione di guerra. Un&#8217;azione militarmente organizzata nei dettagli, con un lancio di una quantità industriale di molotov. Non si può far finta di niente. Solo per un caso non c&#8217;è scappato il ferito o addirittura il morto. Bisogna intervenire, non può essere solo un problema della magistratura. Devono essere messi in campo interventi adeguati&#8221;.</p>
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<p>Fonte: <a href="http://www.torinoggi.it/cronaca/11958-torino-attacco-al-cantiere-tav-si-riunisce-il-comitato-nazionale-sicurezza.html" target="_blank">TorinoOggi</a></p>
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