Perché la scuola di via Napoli a Francavilla è stata chiusa?

di Nello Cristaudo

 

L’improvvisa chiusura della scuola primaria di Francavilla di Sicilia, decretata con ordinanza n. 3 del 31/01/2019 del sindaco Vincenzo Pulizzi, ha sollevato un vespaio nel centro alcantarino, coinvolgendo la popolazione locale nel dibattito che ne è derivato. Tanti i dubbi espressi dalla gente a cui bisogna dare risposte chiare ed inequivocabili.  Cercheremo di fare trasparenza, in qualità di giornalisti attenti ai fatti quotidiani che interessano le popolazioni, analizzando fatti e misfatti che si possono racchiudere in una sorta di mini inchiesta.

Come dicevamo in premessa, la scuola elementare di via Napoli, frequentata da circa 150 bambini e dove insistono gli uffici amministrativi  e la dirigenza scolastica, nei giorni scorsi, è stata interdetta al pubblico per problemi legati alla criticità strutturale dell’edificio sotto il profilo sismico, quindi non idonea  in caso di terremoti.

A tale decisione, il primo cittadino, è addivenuto in quanto da uno studio effettuato dalla società A.I.G. srl , da lui stesso incaricato nell’ottobre 2017, a quanto riportato nella stessa ordinanza di chiusura con note prot. n.1192 del 29/01/2019 e prot. n. 1252 del 30/1/2019, si è dichiarato la non conformità alla normativa sismica del plesso in oggetto. Per cui il primo cittadino, non potendo garantire i livelli minimi di sicurezza per gli utenti, ha imposto la chiusura del plesso e l’interdizione dello stesso alle attività didattiche ed amministrative.

Come dire, ci dispiace tanto per tutti, ma stante le cose in questi termini non si può far altro che chiudere la scuola! Ed è giusto che sia così specialmente quando si è in presenza di pericolosità strutturali di un vecchio edificio datato intorno al 1950, prima di ogni cosa l’incolumità dei bambini, anche se le leggi sismiche sono degli anni ’80.

Ma in molti si sono chiesti – come già abbiamo riportato nel servizio precedente dando voce alla gente – solo ora ci si è accorti di tali criticità?  A questa domanda, che giriamo agli organi competenti in materia, vorremmo aggiungere un ulteriore elemento di riflessione necessario a far luce sulla vicenda.

Con delibera di Giunta Comunale n. 9 del 15/02/2018 con oggetto: “Approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica per l’ammissione al finanziamento…per l’edificio scolastico di via Napoli n. 2 facente parte dell’Istituto comprensivo di Francavilla di Sicilia”, negli allegati progettuali, nello studio di fattibilità sono state “Analizzate diverse soluzioni fra cui quella di un miglioramento sismico della struttura. In base alle verifiche sismiche redatte da A.I.G.  Società di Ingegneria ……l’indice di rischio dell’edificio risulta essere molto basso  e sotto i limiti di accettabilità normativa”. Quindi già in quella data si conoscevano le criticità del plesso scolastico di via Napoli, fatto questo ancor più conclamato con delibera di Consiglio Comunale n. 6 del 18/02/2018 avente ad oggetto: “Integrazione  e modifica del vigente Piano Triennale dei Lavori Pubblici 2017/2019” dove anche qui si legge nella proposta e ricompare il famoso studio della A.I.G. srl società d’ingegneria che riafferma le criticità sismiche della scuola, integrazione al piano che solo raramente ed in presenza di fatti gravi viene chiesta all’organo consiliare perché in genere il piano triennale delle opere pubbliche viene rinnovato ogni anno.

Allora in molti si chiedono: le vulnerabilità sismiche della scuola elementare di via Napoli erano già conosciute a febbraio 2018 o si è avuto contezza solo ora a distanza di un anno ossia il 31/01/2019? E se  nelle delibere di cui sopra si fa cenno alle relazioni della A.I.G società d’ingegneria, che già affermano le criticità, come mai non si è provveduto allora a chiudere la scuola lasciandola in uno stato di rischio? Inoltre la soluzione prospettata dall’Amministrazione di reperire dieci classi per le elementari nel plesso delle scuole medie, utilizzando laboratorio linguistico, aula multimediale, laboratorio, sala professori e quant’altro tiene presente del rischio di immediata evacuazione in caso di pericolo per oltre 300 alunni in situazione peraltro di promiscuità e con servizi igienici forse inadeguati?  Tutte domande che richiedono risposte chiare e certe tenendo presente che su problemi gravi come la sicurezza di una scuola, dove i bambini vi sostano per oltre otto ore al giorno, non si può scherzare  e non è consentito a nessuno speculare facendo politica di bassa lega sulla pelle dei più piccoli.


ALLEGHIAMO LA SCHEDA TECNICA IN PDF FORMULATA DURANTE LO STUDIO CITATO

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