Antiterrorismo a Catania, 32enne in manette

[Catania Oggi]

 

Apologia dei delitti di terrorismo mediante strumenti informatici ed istigazione ad arruolarsi in associazioni terroristiche, questi i reati contestati ad un pregiudicato Giusepe D’Ignoti, catanese di 32 anni, arrestato dalla polizia di Catania. Le indagini sono state eseguite dalla sezione antiterrorismo della Digos con il coordinamento della direzione centrale della polizia di prevenzione ed il contributo del compartimento della polizia postale di Catania.

E’ stato accertato che l’uomo dopo essersi convertito all’islam nel 2011 ha iniziato ad utilizzare i social network per la sua attivita’ di propaganda e di diffusione mediatica. I particolari dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa. Secondo la ricostruzione, nel telefonino di D’Ignoti, gli agenti del Compartimento della Polizia Postale della Sicilia Orientale guidati dal dirigente Marcello La Bella, sono stati recuperati video ed immagini di gesta delle milizie dell’Isis, scene di uccisioni e decapitazioni e anche i ‘Nasheed’, i canti che inneggiano all’Isis e alla Jihad, inviti a “conquistare la Capitale”, che l’uomo aveva mandato a più di 100 suoi contatti in tutta Italia attraverso Whatsapp e che aveva cancellato.

Gli investigatori durante la conferenza stampa hanno sottolineato che per risalire ai destinatari si sono avvalsi delle informazioni di 45 uffici Digos italiani ma anche che “nessuno dei destinatari dei messaggi ha avvertito le forze dell’ordine pensando ad un problema personale di D’Ignoti e non pensando che potesse trattarsi di un pericolo per la sicurezza pubblica”. Tra i files che la Polizia Postale è riuscita a recuperare anche quello di Giulia Sergio, detta Fatima, la prima ragazza italiana che ha aderito alla Jihad trasferendosi nel 2015 in Siria e che è stata condannata per terrorismo, e un video di fustigazione delle donne sotto le leggi della Sharia.

Le indagini hanno preso avvio dalla segnalazione della figlia della sua convivente che era rimasta in Lombardia dopo che la madre era venuta a stare con D’Ignoti a Catania nel 2017 dopo averlo conosciuto su Facebook . Il recupero dei file da parte degli investigatori della Polizia Postale è stato possibile grazie alle conoscenze informatiche molto approfondite di un investigatore.

Durante le indagini la Polizia di Stato ha accertato che D’Ignoti frequentava a Catania un giovane svizzero già radicalizzato che era segnalato nella banca dati Schengen per attività correlate al terrorismo. Secondo quanto accertato l’uomo, dopo che la convivete l’aveva lasciato, avrebbe adottato un comportamento distaccato verso l’altro sesso e si sarebbe indirizzato verso l’ideologia islamica, affermando in una intercettazione “io mi conosco bene. E’ tutto già scritto. Ciò che capita non è un caso”, manifestando inoltre ad un cittadino egiziano l’intenzione di trasferirsi nel Sinai, al confine con la Siria per andarsi ad “addestrare, sparare, ammazzare”. A D’Ignoti il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere. Le indagini hanno preso avvio dalla segnalazione della figlia della sua convivente che era rimasta in Lombardia dopo che la madre era venuta a stare con D’Ignoti a Catania nel 2017 dopo averlo conosciuto su Facebook.

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