Moscovici: “Bene Italia, ma ora riduca il deficit”

[AdnKronos]

 

La Commissione europea “ha preso atto degli annunci degli ultimi giorni sulla riduzione del deficit” in rapporto al Pil previsto per il 2019 in Italia, annunci che costituiscono “un passo nella direzione giusta” Così il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici, in conferenza stampa al termine della riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles, che è durata tutta la notte. “Aspettiamo ulteriori dettagli per valutare la dimensione di questi passi. E’ chiaro che servono impegni molto concreti e credibili: saremo sempre disponibili alla flessibilità, ma nel quadro delle regole. Il divario” tra le posizioni italiane sulla manovra economica e il livello richiesto dalle regole di bilancio Ue “va ridotto ulteriormente”, precisa.
“Non contestiamo la riforma delle pensioni, le scelte del governo italiano, perché sta al governo italiano fare le proprie scelte politiche”, ha risposto poi il commissario europeo a chi gli chiedeva come spiegasse il fatto che i dipendenti delle istituzioni Ue possono andare in pensione con 10 anni di anzianità, mentre ai pensionati italiani si chiedono requisiti assai più elevati (e mentre la Commissione ha criticato la prevista ‘controriforma’ della legge Fornero). “Quello che stiamo tentando di ottenere – ha aggiunto Moscovici – è semplicemente il rispetto delle regole del patto di stabilità e dobbiamo assicurarci che ci sia compatibilità tra il patto di stabilità e questi obiettivi politici. Questo è lo spirito della discussione, né più né meno. Dimentichiamoci del resto. Non sono così sicuro che i parlamentari italiani abbiano bisogno di 38 anni per andare in pensione”.

L’articolo 77 dello Statuto dei funzionari dell’Ue riporta che “il funzionario che ha compiuto almeno dieci anni di servizio ha diritto a una pensione di anzianità. Tuttavia, egli ha diritto a tale pensione pre­scindendo dagli anni di servizio se ha superato l’età pensionabile, ov­vero non ha potuto essere reintegrato nel corso di un periodo di dispo­nibilità, o infine in caso di dispensa dall’impiego nell’interesse del servizio”. “L’ammontare massimo della pensione di anzianità – continua lo Statuto – è fissata al 70% dell’ultimo stipendio base relativo all’ultimo grado nel quale è stato inquadrato il funzionario durante almeno un anno. L’1,80 % di tale ultimo stipendio base è pagabile al funzionario per ciascun anno di servizio calcolato in base alle disposizioni dell’articolo 3 dell’allegato VIII”. “Tuttavia, per i funzionari i quali abbiano assistito una persona che assolva un mandato previsto dal trattato sull’Unione europea e dal trat­tato sul funzionamento dell’Unione europea, il presidente eletto di un’istituzione o di un organo dell’Unione, ovvero il presidente eletto di uno dei gruppi politici presso il Parlamento europeo, i diritti alle pensioni corrispondenti agli anni di servizio compiuti nell’esercizio di detta funzione sono calcolati sulla base dell’ultimo stipendio base per­cepito nella posizione suddetta, sempre che tale stipendio sia superiore a quello preso in considerazione in base alle disposizioni del secondo comma del presente articolo”. “L’importo della pensione di anzianità non può essere inferiore al 4% del minimo vitale per ogni anno di servizio. L’età pensionabile si raggiunge a 66 anni. L’età pensionabile è valutata ogni cinque anni a decorrere dal 10 gennaio 2014 sulla base di una relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio. La relazione esamina in particolare l’evoluzione dell’età pensionabile del personale delle amministrazioni pubbliche degli Stati membri e l’evoluzione della speranza di vita dei funzionari delle istituzioni. Se del caso, la Commissione presenta proposte di modifica dell’età pensionabile in linea con le conclusioni di detta relazione, dedicando attenzione specifica agli sviluppi negli Stati membri”, conclude l’articolo 77.

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