Cambia il Padre Nostro: DIO non abbandonarci alla tentazione

Matteo, 6.9: “Voi dunque pregate così”. Luca, 11.2: “Ed egli disse loro: quando pregate, dite”

Il Padre Nostro è certamente la preghiera più completa di tutti i tempi, nel Padre Nostro c’è tutto ciò che un credente può chiedere al Signore. Dopo  anni è pronto il nuovo testo ufficiale del Messale Romano che sarà sottoposto alla Santa Sede per i provvedimenti di competenza, successivamente sarà in vigore.

Questa la nuova formula: l’ambigua frase “non ci indurre in tentazione” sparisce e sarà sostituita da una più accurata traduzione degli antichi testi: “non abbandonarci alla tentazione”.

Lo stesso Papa Francesco in merito aveva detto forte e chiaro “Non è una buona traduzione”, spiegando che il Signore “non induce in tentazione”.

Anche dalla prossima domenica, comunque, sarà già possibile recitare il Padre Nostro nella nuova formula. Si rinnova la preghiera, resta integro, duemila anni dopo, il messaggio d’amore che Gesù Nazareno ci ha lasciato.

Cambia anche il Gloria dove il verso “pace in terra agli uomini di buona volontà” sarà sostituito “pace in terra agli uomini amati dal Signore“.


A seguire il testo integrale del Comunicato finale

Conferenza Episcopale Italiana

72ª Assemblea Generale

Roma, 12-15 novembre 2018

Comunicato finale

 

Dal 12 al 15 novembre 2018, in Vaticano – presso l’Aula Nuova del Sinodo – si è svolta la 72ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Convocata sotto la guida del Cardinale Gualtiero Bassetti, ha affrontato l’approvazione complessiva della traduzione della terza edizione italiana del Messale Romano. Il tema ha trovato la sua collocazione nel quadro del cammino della riforma liturgica: nella volontà dei Vescovi, la stessa pubblicazione della nuova edizione costituisce l’occasione per un rilancio dell’impegno formativo, così da contribuire al rinnovamento di vita delle comunità ecclesiali.

L’interesse e l’apprezzamento con cui è stata accolta l’Introduzione del Cardinale Presidente si sono manifestati nelle riprese e negli approfondimenti con cui i Pastori hanno focalizzato il clima sociale del Paese. Al riguardo, hanno assicurato l’impegno per la maturazione di uno sguardo di fede, attento e coinvolto nel servizio per il bene comune.

Distinte comunicazioni hanno riguardato, innanzitutto, il lavoro della Commissione della Cei che, nell’ottica della prevenzione e della formazione, lavora alla stesura di nuove Linee guida per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nella Chiesa. In secondo luogo – a partire dall’orizzonte della missione – i Vescovi si sono confrontati sulla presenza e il servizio nelle diocesi italiane di presbiteri provenienti da altre Chiese. Infine, è stato motivo di riflessione e approfondimento il trentesimo anniversario del documento Sovvenire alle necessità della Chiesa. Corresponsabilità e partecipazione dei fedeli.

L’Assemblea ha approvato la costituzione di due Santi Patroni.

Hanno preso parte ai lavori 224 membri, 24 Vescovi emeriti, 31 rappresentanti di presbiteri, religiosi e religiose, degli Istituti secolari e della Consulta Nazionale delle Aggregazioni laicali. Tra i momenti significativi c’è stata la concelebrazione eucaristica presieduta nella Basilica di San Pietro dal Card. Marc Ouellet.

A margine dei lavori assembleari si è riunito il Consiglio Permanente, che ha approvato due proposte avanzate dalla Commissione della Cei per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, il Messaggio per la prossima Giornata per la Vita e alcuni adempimenti conseguenti alla revisione delle Norme circa il regime amministrativo dei tribunali ecclesiastici italiani in materia matrimoniale. Ha inoltre provveduto ad alcune nomine.

 

  1. Messale Romano, approvata la nuova edizione

L’Assemblea Generale ha approvato la traduzione italiana della terza edizione del Messale Romano, a conclusione di un percorso durato oltre 16 anni. In tale arco di tempo, Vescovi ed esperti hanno lavorato al miglioramento del testo sotto il profilo teologico, pastorale e stilistico, nonché alla messa a punto della Presentazione del Messale, che aiuterà non solo a una sua proficua recezione, ma anche a sostenere la pastorale liturgica nel suo insieme.

Nell’intento dei vescovi, infatti, la pubblicazione della nuova edizione costituisce l’occasione per contribuire al rinnovamento della comunità ecclesiale nel solco della riforma liturgica. Di qui la sottolineatura, emersa nei lavori assembleari, relativa alla necessità di un grande impegno formativo.

La formazione è destinata ad abbracciare sia i ministri ordinati che i fedeli; diventa ancora più decisiva negli itinerari dell’iniziazione cristiana, nei Seminari e nelle proposte di formazione permanente del clero. Come è stato evidenziato, si tratta di assumere il criterio di «nobile semplicità» per riscoprire quanto la celebrazione sia un dono che afferma il primato di Dio nella vita della Chiesa. In quest’ottica si coglie la stonatura di ogni protagonismo individuale, di una creatività che sconfina nell’improvvisazione, come pure di un freddo ritualismo, improntato a un estetismo fine a se stesso.

La liturgia, hanno evidenziato i Vescovi, coinvolge l’intera assemblea nell’atto di rivolgersi al Signore. Richiede un’arte celebrativa capace di far emergere il valore sacramentale della Parola di Dio, attingere e alimentare il senso della comunità, promuovendo anche la realtà dei ministeri. Tutta la vita, con i suoi linguaggi, è coinvolta nell’incontro con il Mistero: in modo particolare, si suggerisce di curare la qualità del canto e della musica per le liturgie.

Per dare sostanza a questi temi, si è evidenziata l’opportunità di preparare una sorta di «riconsegna al popolo di Dio del Messale Romano» con un sussidio che rilanci l’impegno della pastorale liturgica.

Il testo della nuova edizione sarà ora sottoposto alla Santa Sede per i provvedimenti di competenza, ottenuti i quali andrà in vigore anche la nuova versione del Padre nostro («non abbandonarci alla tentazione») e dell’inizio del Gloria («pace in terra agli uomini, amati dal Signore»).

 

  1. Dall’esperienza liturgica l’impegno civile

L’approvazione della nuova edizione del Messale costituiva l’asse portante della 72ª Assemblea Generale. Come tale non poteva risolversi nell’aggiornamento di un testo liturgico: l’Assemblea Generale ne ha fatto, piuttosto, l’occasione per puntare a un rinnovamento di vita delle comunità ecclesiali come del più ampio contesto sociale.

Così, riprendendo i temi dell’Introduzione del Cardinale Presidente, i Vescovi hanno dato voce alla preoccupazione per un linguaggio corrente tante volte degradato e aggressivo; per un confronto umiliato dal ricorso a slogan che agitano le emozioni e impoveriscono la riflessione e l’approfondimento; per una polarizzazione che divide e schiera l’opinione pubblica, frenando la disponibilità a un autentico dialogo.

Ne è un esempio eclatante il modo con cui si affronta la realtà delle migrazioni, scivolando spesso in atteggiamenti di paura, chiusura e rifiuto. Con realismo i Vescovi, da una parte, hanno sottolineato come non ogni tipo di apertura sia secondo verità, per cui non si possono automaticamente stigmatizzare le ragioni di chi ne coglie soprattutto le difficoltà; dall’altra, hanno ribadito che la solidarietà rimane la strada maestra, fatta di accoglienza doverosa e di itinerari di integrazione.

A fronte della complessità che un cambiamento d’epoca porta con sé, nei Pastori è emersa la consapevolezza di dover investire con convinzione in proposte formative, che superino la tentazione di fermarsi a qualche presa di posizione occasionale. Come è stato evidenziato in Assemblea, si tratta innanzitutto di formare la comunità alla fede, al respiro del Vangelo, alla sostanza dell’esperienza cristiana, nell’avvertenza che una coscienza formata sa farsi attenta e capace di assumersi responsabilità, quindi di spendersi per il bene comune.

Se il nuovo umanesimo, su cui si incentrava il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze, diventa cultura, sarà più facile superare una visione utilitaristica, nella quale il debole è sentito come un peso e il migrante come uno straniero. E sarà più facile anche trovare parole sapienti con cui affrontare i temi in agenda, relativi al rapporto uomo – donna, al nascere, al soffrire, al fine vita.

Un ruolo decisivo nella costruzione di una nuova sensibilità nell’opinione pubblica è stato riconosciuto ai media, con il conseguente appello a sostenere e promuovere quelli d’ispirazione cattolica.

  1. Lotta agli abusi, nasce il Servizio Nazionale

Il problema della protezione dei ragazzi e degli adolescenti dagli abusatori sessuali è di grande rilevanza per le famiglie e l’intera società civile. Come tale, non può che essere al centro dell’attenzione della Chiesa, che ha sempre avuto a cuore l’impegno educativo verso i più giovani.

L’Assemblea Generale ha affrontato la piaga gravissima degli abusi, facendo il punto sulle Linee guida che la Commissione della Cei per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili sta formulando nella prospettiva della prevenzione e della formazione.

Al riguardo, tra i Vescovi è viva la consapevolezza che la priorità non può essere data a una preoccupazione difensiva né al tentativo di arginare lo scandalo morale e ecclesiale, bensì ai ragazzi feriti e alle loro famiglie. Questi dovranno trovare sempre più nella Chiesa e in tutti i suoi operatori pastorali accoglienza, ascolto e accompagnamento.

Le scelte che la Chiesa italiana sta assumendo su questo tema vanno nella direzione della promozione della sensibilizzazione e della formazione di tutto il popolo di Dio a vivere in maniera matura il valore della corporeità e della sessualità. Di conseguenza, diventa necessario porre la massima attenzione nella scelta dei collaboratori laici, come pure la sorveglianza e le cautele nel contatto diretto coi minori, la serietà dei comportamenti in tutti gli ambienti e la trasparenza nei rapporti, lo spazio educativo dato alle donne o alle coppie di genitori nell’ottica della corresponsabilità. Sul fronte del clero, vengono ribaditi criteri chiari nella selezione iniziale dei candidati al ministero ordinato o alla professione religiosa, insieme a una formazione che punti alla maturità nelle relazioni affettive e nella gestione della sessualità; si avverte quanto sia essenziale educarsi a un uso controllato e critico di internet, come – più in generale – coinvolgersi i percorsi di formazione permanente.

Le Linee guida chiederanno di rafforzare la promozione della trasparenza e anche una comunicazione attenta a rispondere alle legittime domande di informazioni.

La Commissione – che sottoporrà il risultato del suo lavoro alla valutazione della Commissione per la Tutela dei minori della S. Sede e soprattutto della Congregazione per la dottrina della Fede – ha l’impegno di portare le Linee guida all’approvazione del Consiglio Permanente, per arrivare a presentarle alla prossima Assemblea Generale. Si intende, quindi, portarle sul territorio, anche negli incontri delle Conferenze episcopali regionali per facilitare un’assimilazione diffusa di una mentalità nuova, nonché di un pensiero e una prassi comuni.

I Vescovi hanno approvato due proposte, che consentono di dare concretezza al cammino.

È stata condivisa, innanzitutto, la creazione presso la Cei di un “Servizio nazionale per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili”, con un proprio Statuto, un regolamento e una segreteria stabile, in cui laiche e laici, presbiteri e religiosi esperti saranno a disposizione dei Vescovi diocesani. Il Servizio sosterrà nel compito di avviare i percorsi e le realtà diocesani – o inter-diocesani o regionali – di formazione e prevenzione. Inoltre, potrà offrire consulenza alle diocesi, supportandole nei procedimenti processuali canonici e civili, secondo lo spirito delle norme e degli orientamenti che saranno contenuti nelle nuove Linee guida.

La seconda proposta approvata riguarda le Conferenze episcopali regionali. Si tratta di individuare, diocesi per diocesi, uno o più referenti, da avviare a un percorso di formazione specifica a livello regionale o interregionale, con l’aiuto del Centro per la tutela dei minori dell’Università Gregoriana.

  1. Cooperazione tra le Chiese, criteri di fecondità

La missione oggi non conosce più frontiere: alla stagione dei fidei donum – caratterizzata dall’invio di sacerdoti italiani a diocesi mancanti di clero – è subentrata una sempre maggiore presenza di preti di altri Paesi a servizio delle diocesi italiane.

Nella sua reciprocità tale esperienza è espressione di comunione, cooperazione e scambio tra le Chiese, secondo la prospettiva evangelizzatrice rilanciata dal Concilio Vaticano II.

L’Assemblea Generale si è soffermata su questo tema per mettere a fuoco le convenzioni che regolano tale servizio. Passa, infatti, anche da una chiarezza di rapporti la condizione per una presenza feconda che arricchisca la Chiesa che accoglie e, nel contempo, riduca le difficoltà relative al necessario rientro nella diocesi di origine.

I Vescovi hanno ribadito l’importanza di muoversi secondo criteri che consentano una cooperazione ordinata, sensata e generativa, a partire da quel discernimento nell’accoglienza, che costituisce le premesse di ogni attuazione pratica.

 

  1. Sovvenire, questione di Chiesa

Nel novembre del 1988 l’Episcopato italiano pubblicava il documento Sovvenire alle necessità della Chiesa. Corresponsabilità e partecipazione dei fedeli. Il testo offriva un’ampia riflessione sulle nuove forme di sostentamento della Chiesa Cattolica, così come scaturivano dalla revisione del Concordato.

A trent’anni di distanza, i Vescovi hanno riaffermato i valori che soggiacciono a tale sistema di finanziamento; valori che, muovendo dalla comunione ecclesiale, chiamano in gioco un impegno di corresponsabilità – da vivere nei termini della solidarietà – e di partecipazione alla costruzione concreta della comunità.

L’anniversario è stato l’occasione per rivisitare anche un altro documento, Sostenere la Chiesa per servire tutti, pubblicato nel 2008 e in stretto rapporto con il precedente.

Ieri come oggi – è stato sottolineato in Assemblea Generale – per il Sovvenire rimane prioritaria l’educazione della comunità, a partire da un rinnovato senso di appartenenza. Altrettanto decisiva diventa la rendicontazione circa l’utilizzo delle risorse nella Chiesa, attraverso una comunicazione adeguata che lo renda sempre più accessibile a tutti.

Non è mancato l’invito a individuare proposte innovative di sostentamento da affiancare ai meccanismi dell’8xmille e delle offerte deducibili per il clero.

 

  1. Varie

L’Assemblea Generale ha approvato la costituzione di due Santi Patroni. La prima richiesta porta a san Leopoldo Mandić, quale patrono dei malati oncologici. Fin dagli anni ’80 del secolo scorso, molti medici, ammalati e loro familiari si sono fatti portavoce del desiderio di poter invocare in modo speciale questo santo per una realtà di sofferenza – il tumore –  in questo nostro tempo sempre più diffusa e angosciante. I promotori della richiesta, sostenuti da molti fedeli, hanno sottolineato come san Leopoldo – che ha sofferto molto a causa di questa malattia, affrontandola con serenità, spirito di fiducia e abbandono nella bontà divina – possa essere indicato come un esempio nella prova della malattia e come un intercessore presso Dio per invocare il dono della guarigione.

La seconda richiesta riguarda Santa Rosa da Viterbo quale patrona della Gioventù Francescana d’Italia. Si tratta di una giovanissima laica, molto vicina agli ideali di San Francesco d’Assisi, morta nel 1251. Oggi viene proposta quale modello di vita evangelica da imitare per camminare sulla strada tracciata dal Poverello di Assisi e da santa Chiara ed essere sostenuti in un cammino di vita cristiana coerente e coraggiosa.

All’approvazione dell’Assemblea Generale deve ora seguire la conferma della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Il Consiglio Permanente, riunitosi a margine dei lavori assembleari, ha approvato due proposte avanzate dalla Commissione della Cei per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, il Messaggio per la Giornata per la Vita (3 febbraio 2019) e alcuni adempimenti conseguenti alla revisione delle Norme circa il regime amministrativo dei tribunali ecclesiastici italiani in materia matrimoniale. Ha inoltre provveduto ad alcune nomine.

 

  1. Nomine

         Il Consiglio Episcopale Permanente, nella sessione straordinaria del 14 novembre, ha provveduto alle seguenti nomine:

–    Membro della Commissione Episcopale per il laicato: S.E.R. Mons. Luigi Vari, Arcivescovo di Gaeta.

–    Membro della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo: S.E.R. Mons. Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo.

–    Rappresentante della Conferenza Episcopale Italiana nel Consiglio di amministrazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: S.E.R. Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI e Vescovo di Fabriano – Matelica.

–    Presidente del Comitato per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto: S.E.R. Mons. Franco Lovignana, Vescovo di Aosta.

–    Presidente del Consiglio nazionale di Pax Christi – Movimento Cattolico Internazionale per la pace: S.E.R. Mons. Giovanni Ricchiuti, Arcivescovo-Vescovo di Altamura – Gravina – Acquaviva delle Fonti.

* * *

Inoltre la Presidenza, nella riunione del 12 novembre 2018,  ha proceduto alle seguenti nomine:

–    Co-Presidente dell’Osservatorio centrale per i beni culturali di interesse religioso di proprietà ecclesiastica: S.E.R. Mons. Franco Lovignana, Vescovo di Aosta.

–    Assistente ecclesiastico nazionale del Centro Sportivo Italiano: Don Alessio Cirillo Albertini (Milano).

 

Roma, 15 novembre 2018

Potresti voler leggere anche

One Thought to “Cambia il Padre Nostro: DIO non abbandonarci alla tentazione”

  1. Nino

    La chiesa da sempre coacervo di interessi non sa come restare a galla, continua a prendere per il culo i cosiddetti “fedeli” sperando che la nave non affondi. Sia lodato lui che nonostante gli sforzi non è riuscito a completare l’opera.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.