Migranti continuano a sbarcare in Sicilia nel disinteresse dell’Europa e dell’ONU

di Salvo Barbagallo

 

I paradossi “scandalosi” della politica: l’ONU decide di inviare una commissione in Italia per “accertare” fino a che punto è arrivato il razzismo dei nostri connazionali, ma nulla è propensa a fare per risolvere il pesante problema dei migranti che si dirigono perigliosamente nel Mediterraneo per approdare in Sicilia, mentre dall’altra parte l’Unione Europea si lava le mani peggio di Pilato. A nostro avviso non si tratta più di affermare o meno che le “iniziative” del vice premier Matteo Salvini siano giuste oppure no, ma di valutare attentamente le ragioni per le quali i Paesi riuniti sotto l’egida dell’Onu e quelli sotto l’emblema dell’EU si rifiutano apertamente di trovare le soluzioni adeguate per risolvere in maniera chiara una questione che riguarda tutti e non solo l’Italia. Le “ragioni” del “rifiuto” aprioristico vanno dette per chiarire una situazione che presenta aspetti equivoci ed inquietanti. A nostro avviso (ma, come diciamo sempre, potremmo essere in errore) non c’è sul tappeto soltanto la problematica dell’accoglienza, ma c’è qualcosa che sfugge nelle prese di posizioni dell’Onu e dell’UE: ci si chiede quale possa essere la “reale” motivazione che impedisce di trovare una soluzione comune, dal momento che chi “gioca”, gioca sulla pelle di essere umani.

Da tempo volutamente non stiamo parlando di migranti: abbiamo timore a scrivere sui migranti, preferiamo pubblicare note di agenzia che riportano solo “fatti” che non sono influenzati da “opinioni” e come “fatti”, dunque, dovrebbero essere considerati. È una sorta di autocensura che ci siamo imposti, convinti che se si esprime “un” proprio pensiero su una vicenda che si trascina da anni e anni e si considerano i “fatti” odierni con un’ottica che non sia quella “comune”, generalizzata, che esca fuori dal concetto di “solidarietà umana”, quantomeno si può essere tacciati di essere “razzisti” e, ancora peggio, di essere bollati come “filogovernativi/Salviniani”. E allora il “timore” appare più che giustificato. Tanti sono gli interrogativi: per esempio il perché a fronte della decisione Onu di inviare una commissione ad hoc in Italia, per una “Italia” definita “razzista”, non sia scaturita alcuna reazione su un piano Istituzionale (non semplicemente “governativo”), non si si sia alzata alcuna voce “qualificata” per condannare una determinazione che infanga l’intero Paese.

Ecco perché per l’ultimo episodio che riguarda l’immigrazione ci limitiamo a riportare il “fatto” come riportato dalle agenzie: nelle ultime ore 184 migranti sono sbarcati a Lampedusa utilizzando piccole imbarcazioni. I migranti provengono dalla Tunisia.

Non possiamo fare a meno di registrare quanto sta accadendo in Libia, il cui destino non viene determinato dalla popolazione libica in condizioni, si potrebbe dire, di guerra civile, ma dall’ONU, dalla Francia e anche dall’Italia. Una guerra a due passi da casa nostra, che provoca centinaia di vittime civili e che non lascia indifferenti le grandi e piccole Potenze solo per una questione di interessi.

Allora ci si chiede: quali interessi “non confessati” ruotano attorno alla questione dei migranti?

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