Quae cum ita sint: così stando le cose, qualcuno dovrà lasciare

di Luigi Asero

Quae cum ita sint

“Quae cum ita sint” che tradotto significa “Così stando le cose”. Il lettore ci perdoni la dotta citazione tratta dal discorso di Cicerone che esorta Catilina ad abbandonare la città . Cicerone allorché si accorse delle congiure di Catilina, riuscendo a prevenirne gli effetti lo esorta a lasciare i suoi propositi per tornare ai suoi accampamenti. Proseguendo la lettura della traduzione possiamo trovare la seguente frase: “Ma ora tu assali apertamente tutto lo stato, i templi degli dei immortali, le case della città, la vita di tutti i cittadini, l’Italia (Roma nda) tutta infine tu chiami alla rovina e alla devastazione.”

Perché ricorrere a questo discorso in queste righe? Perché il tempo si ripete, i demoni che attaccano gl’italici territori sembra non perdano la voglia di provarci. L’Italia, diramandosi da Roma e sin ai suoi confini dalle Alpi alle acque del Canale di Sicilia è da sempre un territorio di conquista.

Con le guerre, con le invasioni, oggi con gli attacchi delle élite (finanziaria e politica e forse non soltanto queste due). Attacchi che infestano gli stessi governanti che spesso si sono piegati a voleri extra-territoriali. Concedendo l’uso di territori per insediamenti militari, firmando concessioni per lo sfruttamento di materie prime, cedendo il passo in molti, troppi, grandi interessi strategici internazionali.

Subendo invero la derisione esterna e interna stessa (dei congiurati? Chissà… forse congiurati, forse semplicemente poco avveduti). Di congiura si può parlare quando notizie fondate vengono minimizzate, nascoste, sovraesposte da quella che dovrebbe essere invece il baluardo della libertà di ogni singolo cittadino: la stampa (con tutti i suoi mezzi. Cartacei, web, radiotelevisivi, ma anche manipolando la stessa letteratura libraria).

Congiura? Non lo sappiamo. Lo temiamo però e per questo ci sono venute in mente le parole di Cicerone a Catilina (alleghiamo qui il link alla versione latina e alla versione tradotta in file .doc).

Se di congiura si dovesse parlare, per impoverire ulteriormente questa terra o per annichilire gli sforzi di quanti (come noi nel nostro piccolo) cercano di opporvisi, sappiate che solo la via della fuga vi rimane. Perché saremo tante piccole realtà, ma piccole realtà che unite si chiamano “popolo”. E il popolo avrà la forza di farvi fuggire.

In esilio? Nessuno di noi lo ha detto, neanche Cicerone. A buon intenditor…

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