Tribunale di Roma condanna Repubblica per articolo sul generale Mori

In un momento in cui l’attenzione è puntata sull’incarico che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato all’avvocato Giuseppe Conte di formare il nuovo Governo nazionale, sui mass media passa quasi inosservata la notizia della condanna che il Tribunale di Roma ha deciso nei confronti del giornalista Attilio Bolzoni e del direttore del quotidiano Repubblica, Ezio Mauro per un articolo sul generale Mario Mori. È Chiara Giannini sul quotidiano online de Il Giornale che ne parla in un suo servizio dal titolo “Repubblica” condannata: “Mori non aiutò la mafia”.

Scrive Chiara Giannini: Il tribunale di Roma ha condannato il giornalista di Repubblica Attilio Bolzoni, il direttore del quotidiano, Ezio Mauro e il gruppo editoriale L’Espresso a risarcire 15 mila euro (più spese legali per oltre 3.800 euro) al generale Mario Mori.

Il cronista dovrà versare 1.500 euro a titolo di sanzione pecuniaria. Il direttore è invece stato condannato per omesso controllo colposo della pubblicazione. L’ex comandante del Ros ed ex direttore del Sisde, difeso dal professor Vincenzo Zeno Zencovich e dall’avvocato Basilio Milio, li aveva querelati per diffamazione per un articolo, uscito su Repubblica il 28 settembre 2014, dal titolo «Il Ros al tempo di Mori, quando le indagini finivano in un labirinto».

Nei giorni scorsi il generale Mori, intervenendo all’Assemblea pubblica del Partito Radicale, aveva dichiarato: “Non accetto di essere considerato un traditore dello Stato, un fellone come si diceva una volta e continuerò a lottare fino in fondo certo che alla fine vincerò. Sono partito dalla parte della giustizia e mi trovo dall’altra parte: questo è doloroso per un ufficiale dei carabinieri. Da 15 anni faccio l’imputato e sono incazzato, ma sono un agonista, ho bisogno di un nemico, le battaglie mi danno forza”.

Chiara Giannini scrive in merito alla condanna inflitta dal Tribunale di Roma a Bolzoni ed a Ezio Mauro che Il cronista dovrà versare 1.500 euro a titolo di sanzione pecuniaria. Il direttore è invece stato condannato per omesso controllo colposo della pubblicazione. L’ex comandante del Ros ed ex direttore del Sisde, difeso dal professor Vincenzo Zeno Zencovich e dall’avvocato Basilio Milio, li aveva querelati per diffamazione per un articolo, uscito su Repubblica il 28 settembre 2014, dal titolo «Il Ros al tempo di Mori, quando le indagini finivano in un labirinto». «Più che alle investigazioni – scriveva Bolzoni nel suo pezzo – si sono sempre interessati alle informazioni. Da diffondere o conservare in archivi sicuri, da barattare, da usare alla bisogna. Alla notizia di reato hanno sempre preferito solo le notizie, proprio come piace a un servizio segreto. Spie travestite da carabinieri: ecco cosa è stato il Ros del generale Mario Mori». Un’accusa che l’ex comandante dei Reparti operativi speciali dell’Arma ha rispedito al mittente. È stata la dottoressa Francesca Cosentino, giudice della prima sezione civile del tribunale di Roma, a scrivere il giudizio di condanna che dà ragione a Mori, ribaltando di fatto, con quanto riporta negli atti, la sentenza della Corte d’Assise di Palermo, che lo scorso 20 aprile aveva condannato il generale a 12 anni di reclusione nell’ambito del processo sulla trattativa Stato-Mafia che aveva fatto esultare il magistrato palermitano Nino Di Matteo (…).

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