Da un capo all’altro d’Italia, la Massoneria (occulta) c’entra sempre

di Salvo Barbagallo

 

Un lettore (lettera firmata) ci scrive chiedendo informazioni su un articolo apparso in prima pagina su La Voce dell’Isola del 28 maggio del 2009,  chiedendo anche se il contenuto di quell’articolo può considerarsi “valido” oggi. L’articolo in questione era titolato “La Massoneria occulta comanda a Catania?”, ed era firmato Vito Padula. C’è da dire che se pur possono apparire pochi, in realtà, otto anni trascorsi sono tanti. In quel periodo (e sin da quando era stato fondato nel 2006) La Voce dell’Isola era un giornale “cartaceo”, si trovava in quasi tutte le edicole Siciliane, ed aveva un consistente nucleo di ottimi collaboratori che, in un certo senso, facevano “controinformazione”, cioè scrivevano su argomenti che normalmente gli altri giornali non affrontavano. Vito Padula è scomparso da tempo (come tanti altri purtroppo), noi non abbiamo mai conosciuto le sue “fonti”, possiamo dire che “sapeva scrivere” e  sapeva interessare il lettore.

Da sei anni il nostro giornale è solo sulla rete, è online: probabilmente ha perso lo “smalto” iniziale, non ha il fascino della carta stampata, ma in ogni modo continua a dare (nello spirito originario) una informazione libera da schemi precostituiti, e libera da “vincoli”. Quindi se il lettore “Z.Z.” ci chiede se il contenuto di quell’articolo (che abbiamo riletto dopo anni, a seguito delle domande che ci ha posto) possa essere ancora “valido” ai giorni nostri, noi diciamo subito che sicuramente rispecchia il periodo in cui è stato scritto, ma che rispetto all’attualità ovviamente risulta datato. Almeno per quanto attiene i personaggi che si muoverebbero nell’occulto. Noi, purtroppo (?), non abbiamo elementi che possano indicare cosa nasconde il Vaso di Pandora della cosiddetta “Massoneria occulta”: questa è materia che possono approfondire e scoprire magistrati e forze dell’Ordine. E quindi al nostro lettore diciamo che non siamo in grado di aprire alcun “sipario” sull’ignoto.

Siamo in grado, comunque, di esternare “opinioni” su quanto gli stessi mass media fanno apprendere a tutti (o, magari, solo a chi vuole o cerca di capire). Su Il Fatto Quotidiano dell’altro ieri (12 Maggio) in prima pagina appariva un titolo emblematico: “Mattarella vuole notizie sulla Boschi. De Bortoli “Storia di massoneria”. L’articolo di Carlo Tecce parla del caso Etruria-Unicredit, della querelle fra l’ex direttore de Il Corriere della Sera ed Elena Maria Boschi, con quel termine “Massoneria” che spunta costantemente come il cacio sui maccheroni. Non c’è da stupirsi, basterebbe ricordare che Banca Etruria significa Arezzo, e Arezzo in tema di massoneria l’ha detta sempre lunga. Licio Gelli, anche da defunto, abita in quel territorio.

Perché stupirsi della Toscana? La Sicilia dove la mettiamo? Basta chiederlo alla Rosy Bindi che ha cercato di scoprire negli elenchi “ufficiali” del Grande Oriente d’Italia i presunti fiancheggiatori del superlatitante Matteo Messina Denaro. Di (quasi) certo si può dire che l’occulto non è mai “ufficiale”; d’altra parte basti consultare un vocabolario qualsiasi per apprendere che “occulto” equivale a “nascosto, segreto – in contrapposizione a palese, manifesto -, detto in genere di cose che siano considerate per sé stesse impenetrabili” (Treccani).

Vien voglia di teorizzare: cosa accadrebbe se si cambiassero i fattori? Se  l‘occulto, in fondo, fosse palese e non nascosto? Cioè, se l’occulto fosse sotto gli occhi di tutti? In fondo, forse, serve a tanti, il termine “occulto”, soprattutto a quelli che non hanno necessità di nascondersi… O meglio, potrebbe essere addirittura utilizzato da quelli che sanno ben nascondere (occultano) quel che sono veramente e, magari, vengono considerati al sopra di ogni sospetto…

Per dovere di cronaca riportiamo l’articolo di Vito Padula


28 Maggio 2009

 

I GIOCHI DEL POTERE OGGI APRONO SCENARI TORBIDI

La Massoneria occulta comanda a Catania?

 

 

di VITO PADULA

In diversi ambienti pubblici catanesi, da qualche tempo a questa parte, serpeggiano tensioni e preoccupazioni: il leit motiv è “la Massoneria si è impadronita della città. La Massoneria comanda a Catania. Questa è una città che non ha scampo!”.

Ma esiste la Massoneria a Catania? E se la risposta è affermativa, di quale Massoneria si tratta? Sicuramente abbiamo a che vedere con una leggenda metropolitana. Un rebus: c’è chi vuole creare allarmismi, o gli allarmismi sono giustificati?

Dicerie controverse, ma c’è chi sostiene che di dicerie non si tratti in quanto la “leggenda” presenta varie sfaccettature. C’è da aggiungere, infatti, che anche negli ambienti massonici gira, da qualche tempo a questa parte, un’altra più interessante, quanto inverosimile, “leggenda metropolitana”, che, al momento, non comprendiamo cosa possa significare: che l’erede di Licio Gelli sia un attempato e ben posizionato catanese.

Anche questa “leggenda” sa di panzana, figurarsi! A nostro avviso, senza nulla togliere ai catanesi-massoni (visibili o coperti che siano) ci viene difficile ritenere che proprio nel capoluogo etneo risieda e viva un “erede” spirituale del noto venerabile di Arezzo. E come dire che a Catania c’è un gemello di Andreotti. Impossibile. Se avessero affermato che a Catania c’è qualcuno pronto a prendere il posto del maestro Gelli, ad aspirare ad una posizione di “comando” come quella che, soprattutto, per una questione anagrafica il Licio internazionale non può più sostenere, la “leggenda” allora avrebbe potuto avere una sua credibilità. Così come è stata diffusa questa “voce” insidiosa non si presta che a commenti sarcastici: c’è da dubitare fortemente che possa corrispondere a realtà.

Ciò non significa che la massoneria occulta non abbia il suo peso nella vita di questa capoluogo e della Sicilia nel suo complesso sociale, politico ed economico. Anzi: siamo convinti che è l’occulto che forse domina incontrastato su ogni cosa che possa produrre danaro.

Ma state attenti, con questi discorsi c’è il pericolo di addentrarsi in un campo minato e pericoloso: se osaste chiedete ai “soliti” noti detentori del potere economico e politico di Catania (e non solo) se facciano parte della Massoneria, state sicuri che risponderanno con un secco “no”. Se poi voleste spingervi ancora oltre e chiedere a costoro se sono massoni “coperti”, cioè che non appaino in alcuna lista (ufficiale o no) correreste un bel rischio: di ricevere una immediata denuncia per diffamazione, oppure peggio. Nella migliore delle ipotesi, a fronte di dati inconfutabili, i “soliti” noti potrebbero confermarvi una superficiale appartenenza “passata”, errori di gioventù. Del passato, infatti, volenti o nolenti, “qualche” traccia rimane sempre. Nulla da dire in merito a quella Massoneria che opera “per il progresso e per il bene dell’Umanità”; tanto da dire, al contrario, per la massoneria occulta, quella che non appare che a tutto pensa, ma di certo non “al bene ed al progresso dell’Umanità”. Questa “leggenda” dovrebbe spiegare razionalmente tutti i danni che sono stati provocati alla città e gli arricchimenti sproporzionati di molti personaggi. Questa massoneria occulta si sarebbe impadronita dei gangli produttivi, si sarebbe accaparrata i posti chiave della politica, occupato le principali rappresentatività, invaso molti Consigli di enti e società. Il tutto in nome di un profitto sfrenato. La Massoneria costituisce, per sua intrinseca natura, un grande potere che, per principio fondamentale, dovrebbe scorrere sul preciso binario delle regole che possono condurre l’Uomo al suo miglioramento interiore, alla consapevolezza del suo essere in riferimento ai “doveri” verso se stesso, verso gli altri, verso la propria patria. Paesi come gli Stati Uniti d’America hanno fondato la loro Costituzione sui principi massonici; anche la Costituzione italiana ha trovato la sua base nelle radici di questa Istituzione.

E pur tuttavia, quando il potere è finito nelle mani di chi ne ha fatto soltanto un uso personale, le regole e i doveri sono stati accantonati e sepolti sotto enormi strati di nefandezze. Nei tempi recenti i cosiddetti “meccanismi di difesa” della Massoneria, quelli che avrebbero dovuto garantire la “riservatezza” degli affiliati, sono stati manipolati per creare dei comparti impenetrabili, all’interno dei quali pochi adepti (pochi in riferimento al gran numero di massoni attivi in tutto il mondo) si sono arrogati il diritto (?) di decidere a loro piacimento le sorti (economiche e politiche) di un Paese. Un potere immenso, difficilmente contrastabile per le innumerevoli ramificazioni sviluppate nelle complicità e nei ricatti reciproci di chi fa parte, nei vari livelli, di questi gruppi. Se voi dite che questo scenario può essere applicato a Catania, noi potremmo essere disponibili a pensare che nel fondo di una “leggenda metropolitana” possa scoprirsi la verità. Occulta, ovviamente. Certo non si potrà mai sapere quanti e quali politici siano passati da una loggia prima di raggiungere il successo e conquistare una poltrona, costantemente al servizio dei “potenti” e in una struttura dove le gerarchie vengono rigorosamente rispettate.

Potrebbe venire il dubbio che anche la mafia ne sia stata (e sia) al servizio…

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