G7, Giardini Naxos punto cruciale della contestazione

di Salvo Barbagallo

 

Non è che Nello Turco, sindaco di Giardini Naxos, abbia tutti i torti e che le sue preoccupazioni siano del tutto infondate a proposito delle preannunciate manifestazioni di contestazione al G7 che si terrà nella sovrastante Taormina fra una manciata di giorni.

Controlli dei Carabinieri
Controlli dei Carabinieri

Sabato 27 maggio è proprio a Giardini Naxos che si terrà il corteo dei “NO G7” che raccoglie una miriade di sigle di varia natura (associazioni, centri sociali, sindacati di base, movimenti e collettivi studenteschi) contrarie al vertice dei Potenti. Nello Turco ha avanzato le sue forti riserve inviando una lettera al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al ministro degli Interni, Marco Minniti, al prefetto e al questore di Messina Giuseppe Cucchiara, nella quale si sottolinea la possibilità che qualche facinoroso infiltrato possa causare scontri con le forze dell’ordine essendo prevista l’eventualità per la delicata circostanza anche dell’arrivo di qualche centinaio di “black-block”. Già il percorso nel quale si deve snodare il corteo “contestatore” – come sostiene il sindaco di Giardini Naxos – può considerarsi vulnerabile: della frazione di Recanati, alla strada statale 114 e poi sul lungomare fino ad oltre il porto. Scrive Nello Turco: Poiché il percorso ipotizzato per il corteo prevede uno snodo sul lungomare, lo scrivente fa presente che tale eventualità debba essere esclusa in quanto, costituendo il lungomare un asse viario strategico urbano (con relativi attraversamenti) di esigua larghezza stradale perimetrato da negozi e attività turistiche di interesse pubblico con pertinenze su spazi pedonali demaniali, potrebbe comportare un grave pregiudizio all’incolumità fisica dei negozianti, degli operatori turistici, dei turisti e dei residenti. Ai fini della sicurezza urbana e dell’incolumità pubblica, ritiene che tale evento debba escludersi, o quanto meno non debba interessare i luoghi ipotizzati (…).

Sicurezza all'aeroporto di Catania
Sicurezza all’aeroporto di Catania

Sono 40 le strutture ricettive che tra Taormina e Giardini saranno impegnate in termini ufficiali nelle ospitalità del G7, con riferimento agli alberghi a cinque e quattro stelle. Ma a queste già numerose presenze delle delegazioni e dei rispettivi staff dei sette Capi di Stato e di Governo, si aggiungono 4 mila giornalisti che saranno collocati principalmente a Giardini Naxos, così come la maggior parte delle forze dell’Ordine (diecimila uomini, fra Esercito Carabinieri, Polizia, Finanza, eccetera…) preposte alla sicurezza dei partecipanti al summit. Taormina, ovviamente, è irraggiungibile non solo per la sua posizione geografica, ma considerato il fatto che il cordone della sicurezza parte proprio dalla sua “base”, che è la vecchia Statale 114, passaggio obbligato Giardini-Naxos, cittadina dove la protesta si manifesta e si conclude. Per questa manifestazione “NO G7” giungeranno forse a migliaia,  manifestanti provenienti non solo da tutta la Sicilia e da altre regioni d’Italia, ma anche dall’estero. Se venisse accolta la richiesta (se pur comprensibile) del sindaco di Giardini Naxos di proibire il corteo si potrebbe innescare una reazione difficile da controllare. Quattro associazioni di commercianti di Giardini hanno comunicato al prefetto e al questore di Messina di avere proclamato lo stato di agitazione per il previsto passaggio del corteo. Tra le proteste annunciate dai commercianti anche la possibilità di un eventuale blocco sulla stradale statale 114, dove oggi (mercoledì 10) è previsto che passi la tappa Pedara-Messina del Giro d’Italia.

Intanto da oggi e sino alla fine del mese il ministero dell’Interno ha sospeso il trattato di Schengen con il ripristino dei controlli alle frontiere terrestri, marittime e aeree, e nello scalo di Catania Fontanarossa si avvertono i primi disagi.

 

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