Misure di sicurezza rafforzate per il G7 di Taormina

di Vittorio Spada

A meno di cinquanta giorni dal summit del G7 più che tensione a Taormina serpeggia nervosismo: non è solo la presenza delle forze dell’ordine, già in parte confluite nella cittadina, che rende inquieti i residenti, ma le restrizioni che stanno comportando i preparativi per l’accoglienza dei Grandi che parteciperanno al vertice. Condizionamenti che incideranno maggiormente nei giorni in cui incominceranno a giungere le delegazioni.

Per il premier Paolo Gentiloni (che effettuerà un sopralluogo a Taormina entro aprile) questo G7 rappresenta più che un banco di prova per l’Italia che dovrà confrontarsi su temi importanti. Nei giorni scorsi il presidente del Consiglio italiano ha dichiarato: “Il G7 di Taormina sarà espressione di numerosi cambiamenti. Quello di maggio è il primo G7 al quale parteciperà il nuovo presidente americano, nelle prossime settimane sono molto attesi i risultati delle elezioni francesi e in questi giorni è iniziato il processo della Brexit. A Taormina avremo di fronte un mondo con molte novità da affrontare. Al G7 si dovrà anche prendere posizione di fronte a scelte di fondo che non tollerano ambiguità: bisogna rinnovare la fiducia nei confronti dell’economia e delle società aperte su cui abbiamo costruito decenni di benessere. Bisogna scommettere ancora sul libero mercato e la libertà di commercio, il più grande motore economico della storia (…) Il tema centrale del G7 di Taormina sarà costruire le basi di una fiducia rinnovata: protezione dai rischi del terrorismo, ridurre le disuguaglianze e uno sforzo globale per il lavoro”.

Ulteriormente rafforzato il contingente delle forze dell’Ordine: dai 6.300 uomini previsti si è passati alle settemila unità, delle quali 4000 tra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza e 3000 appartenenti all’Esercito Italiano. Il dispiegamento complessivo dell’apparato di sicurezza sarà attivo dal 20 al 31 maggio, mentre dal 10 al 31 maggio le frontiere verranno chiuse. La sicurezza marittima è affidata a 550 operatori della Guardia di Finanza e alle moto d’acqua della Polizia di Stato. Chi vorrà circolare a Taormina nel periodo del G7 dovrà esibire per motivi di sicurezza un badge che gli verrà fornito dalle competenti autorità e anche i residenti di Taormina e Castelmola dovranno portare con sé il proprio documento d’identità. A supportare le forze dell’Ordine dispiegate c’è anche la tecnologia più avanzata: è stata realizzata in tempi straordinariamente veloci, nelle zone di Taormina, Catania, Messina, negli aeroporti di Sigonella e Fontanarossa e in tutte le aree “sensibili” dell’evento la rete Tetra (Terrestrial Trunked RAdio) di Leonardo, lo standard internazionale per le comunicazioni mission critical”. Le forze per la sicurezza possono fare affidamento su comunicazioni digitali cifrate e una copertura radio capillare su tutto il territorio, incluse le acque costiere e lo spazio aereo. Sono previsti circa 2.000 terminali radio di ultima generazione e postazioni per operatore multimediale nella sala operativa interforze, soluzioni tecnologiche capaci di offrire una gestione integrata delle informazioni e la localizzazione delle risorse sul territorio. Nella sala operativa per il G7 saranno disponibili anche le immagini rilevate da un imponente sistema di videosorveglianza del territorio della Regione Sicilia sempre realizzato e gestito da Leonardo: circa 1.000 sensori, tra telecamere e lettori ottici di targhe.

Sono stati, inoltre, mobilitati tutti gli apparati di intelligence e antiterrorismo e tutti i servizi per il presidio di Taormina. La linea che viene seguita è quella espressa anche dal presidente del Copasir Giacomo Stucchi: Siamo ben consapevoli di trovarci di fronte ad una minaccia multiforme e imprevedibile. Ecco perché la prevenzione e il controllo del territorio sono le uniche armi a disposizione, anche se spuntate di fronte ad un gesto estemporaneo.

Per la logistica sono state stipulate convenzioni con ben 45 strutture alberghiere, tra Messina e Catania, che avranno la disponibilità di ospitare 3.500 uomini, e una nave Gnv ormeggiata nel porto di Messina sarà a disposizione per i 1300 aggregati.

 

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