L’imprendibile Igor e lo Stato deficitario

di Luigi Asero

 

Di “Igor il russo” sappiamo pochissimo, le informazioni su questo pericolosissimo soggetto arrivano con il contagocce ora che “il morto c’è scappato”, anzi, almeno ce ne sono scappati due: il barista di Budrio, Davide Fabbri ucciso lo scorso 1 aprile e la guardia giurata uccisa a Portomaggiore sabato 8 aprile. 

Sappiamo così poco che Igor non è forse nemmeno Igor, in rete si fa chiamare Ezechiele, ma sarebbero tutti alias. E non è nemmeno russo ma serbo. E sappiamo che è sanguinario. Ma non soltanto sanguinario, in Serbia è ricercato per rapina con violenza sessuale, a rivelarlo il Comandante Generale dell’Arma Tullio Del Sette.

Si è detto essere un ex militare, la sua preparazione rende plausibile questo particolare, ma forse nemmeno questo è corretto. Sappiamo che è una vera e propria “primula rossa”, un uomo per la cui ricerca sono impegnati circa mille uomini coadiuvati da reparti scientifici, unità cinofile, elicotteri. Ma nulla, a parte qualche traccia di lui non si trova traccia, chissà forse nella notte che è appena trascorsa qualche novità ci sarà, ma abbiamo -malinconicamente- qualche dubbio. Secondo gli inquirenti servono tre giorni di ricerche serrate per catturarlo, siamo (ora che pubblichiamo) a due giorni e mezzo.

Carabinieri impegnati nelle ricerche di "Igor il russo"
Carabinieri impegnati nelle ricerche di “Igor il russo”

Sarebbe lui, inchiodato da impronte digitali e dna, l’unico autore della rapina al metronotte nel Ferrarese, il 29 marzo; dell’omicidio del barista a Budrio, nel Bolognese, il primo aprile; dell’uccisione di una guardia provinciale e il ferimento di un’altra a Portomaggiore (Ferrara) l’8 aprile.

Sempre lui sarebbe l’autore di tre rapine in villa nel ferrarese due anni fa e di diversi crimini commessi in Emilia Romagna a partire dal 2007. A parte i precedenti in Serbia prima di mettere piede nel territorio italiano.

Durante la colluttazione con il povero Davide Fabbri, lo scorso 1 aprile, Igor sarebbe rimasto ferito, ma nemmeno questo gli impedisce di proseguire la sua fuga e la scia di sangue che si sta lasciando dietro.

Cosa ci dice questa breve cronaca? Ci dice innanzitutto di uno Stato deficitario che sin dal 2007 ha prova della pericolosità di un soggetto cui sarebbe stato anche rilasciato un foglio di via (a una delle sue identità) e che dallo stesso è stato burlato. Chi, con indole criminale, obbedirebbe a un semplice “foglio di via”, come se fosse quello il peggior reato? Ecco, in questo lo Stato mostra tutta la sua debolezza. Nella mancanza di certezza della pena, aspetto sul quale più volte ci siamo soffermati e che sembra una delle origini se non di tutti, ma quantomeno di tanti “mali italiani”.

Chi è Igor il russo, alias serbo, ovvero Ezechiele, o chissà come si chiama e di dov’è? Un uomo solo che finora ha dato scacco allo Stato italiano. Un uomo solo che non ha nulla da perdere, la cui fine è forse già segnata. E che da solo apre uno squarcio grande quanto quello del Titanic sulla “nave Italia”. Una nave alla deriva di cui lo Stato ha quasi perso il controllo, come di recente ammesso anche da un magistrato di Treviso. Ora sotto accusa dal Csm.
Perché i difetti non si ammettono, si nascondono. E se qualcuno apre un velo, non si risolvono: si accusa la “pecora nera”.

Così è, se vi pare…

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