Dopo 26 anni di Orchestra Italiana, Arbore ammette di soffrire di recidività

“Sono recidivo e ne vado fiero. Sono un italiano, un italiano vero”

di Michele Creazzola

Con ironia e delicatezza, Renzo Arbore sa come scatenare il suo pubblico, lo ha fatto ovunque, soprattutto in Italia e in America, la sua seconda casa. Non c’è limite geografico né linguistico, che possa fermare lo show man foggiano che, con disinvoltura passa dalla musica tradizionale napoletana al blues e allo swing, sempre accompagnato dalla sua “orchestra italiana” ma anche dai musicisti jazz che si alternano con lui sui palchi dei teatri e dei locali più prestigiosi del mondo. Degna di nota è la sua carriera televisiva che, iniziata nel 1969 con “Speciale per voi” ha attraversato tutte le generazioni raggiungendo l’apice con “Quelli della notte” nel 1985 e “Indietro tutta” che nel 1987 ebbe un successo oltre confine di cui tutt’ora vengono ritrasmesse le puntate sulle reti Rai. Ai successi televisivi tra i quali è d’obbligo citare “L’altra domenica” dal 1976 al 1979 su Rai 2 e “Cari amici vicini e lontani” su Rai 1 nel 1984, si aggiungono le partecipazioni da attore in molti film del genere commedia all’italiana. Come regista  e sceneggiatore lo ritroviamo ne  ” Il pap’occhio” 1980 e “FF.SS.” – Cioè: “…che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?” 1983. 

Il più grande amore di Renzo Arbore è  la radio per la quale ha condotto ed è stato autore di molti programmi. Si ricordano con maggiormente “Bandiera gialla” (Radio 2, 1965-1970) e “Alto gradimento” (Radio 2, 1970-1976, 1979-80 e 1998)

Il concerto che si terrà stasera 27 marzo al Metropolitan di Catania fa parte del nuovo tour di Renzo Arbore nelle principali città italiane.

Tre ore dense di spettacolo, durante le quali lo showman foggiano non si risparmia mai per il suo pubblico.

“La scaletta del concerto – spiega Renzo Arbore – coniuga il nuovo e l’antico suono di Napoli: voci e cori appassionati, girandole di assoli strumentali, un’altalena di emozioni sprigionate dalle melodie della musica napoletana che evocano albe e tramonti, feste al sole e serenate notturne, gioie e pene d’amore”. “Al suono di “Reginella”, ad esempio – aggiunge lo showman – vedo il pubblico (di tutto il mondo) cantarne a squarciagola il ritornello di questo celebre brano e, magicamente, farsi trasportare proprio là (a Napoli) nella terra da dove quelle emozioni sono partite”.

Lo showman italiano più conosciuto nel mondo gira ininterrottamente con la sua Orchestra, da un’estremità all’altra, agli Stati Uniti alla Cina, dal Messico al Canada con innumerevoli concerti acclamatissimi ovunque in un clima da record. In questi anni Arbore – facendo presa sul pubblico di qualsiasi latitudine – ha ottenuto tantissimi premi e riconoscimenti, quantità di spettatori, cifre da “capogiro” che hanno premiato lo spirito assolutamente travolgente e contagioso dell’artista.

Renzo Arbore L’Orchestra Italiana approda, accolta sempre con un entusiasmo senza pari, in molti dei più prestigiosi teatri d’Italia e del resto del mondo: New York, Londra, Parigi, Mosca, Tokyo, Caracas, Buenos Aires, San Paolo, Rio de Janeiro, Toronto, Montreal, Sidney, Melbourne, Pechino, Shanghai…e addirittura in questi ultimi anni sembrerebbe essersi rafforzato il ruolo per così dire “istituzionale” dell’Orchestra Italiana con Arbore ormai diffusamente riconosciuto come autentico “ambasciatore” della musica e della cultura “italiana” nel mondo.

Renzo Arbore è circondato da 15 talentuosi musicisti: “…all stars” come ama definirli egli stesso, tra i quali spiccano l’appassionato canto di Gianni Conte, la seducente voce diBarbara Buonaiuto, quella ironica di Mariano Caiano e i virtuosismi vocali e ritmici di Giovanni Imparato. E poi ancora: la direzione orchestrale e il pianoforte di Massimo Volpe, fisarmonica e piano di Gianluca Pica, le chitarre di Michele Montefusco, Paolo Termini e Nicola Cantatore, le percussioni di Peppe Sannino, la batteria di Roberto Ciscognetti, il basso di Massimo Cecchetti e, dulcis in fundo, gli struggenti e festosi mandolini di Nunzio Reina, Salvatore Esposito, Salvatore della Vecchia.

L’evento è curato dall’agenzia spettacoli “Punto e a capo” di Nuccio La Ferlita.

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