Ecco cosa fanno gli americani di Sigonella a Catania

Di Salvo Barbagallo

 

Se non fosse per la stampa locale non sapremmo quale attività svolgono effettivamente gli americani di stanza nella base militare di Sigonella. Periodicamente (ma con “costanza”) veniamo a conoscenza del perché ormai da oltre mezzo secolo gli yankee si sono stabiliti alle porte del capoluogo etneo: i giovani marines stanno a Catania per svolgere il lavoro di…giardinieri! È vero, poiché gli enti locali non sanno più come ripulire il (poco) verde urbano, si avvalgono della partecipazione straordinaria dei marines. Da non crederci, ma è così. Probabilmente (ma in merito non è mai stato diramata comunicazione da parte degli organismi competenti, e quindi il dubitativo è d’obbligo) tra la Naval Air Station di Sigonella (base autonoma statunitense) e il Comune di Catania è stata firmata da tempo qualche particolare convenzione, in quanto sistematicamente (sempre dalle notizie riportate dalla stampa locale) pattuglie di marines ripuliscono i giardinietti (?) delle scuole pubbliche e quelle di qualche piazza della città.

Sempre da notizie della stampa locale, ora apprendiamo che la collaborazione USA/Catania si è estesa fuori dal perimetro del capoluogo, grazie ai Club Services della provincia. E così abbiamo appreso che i marines hanno “adottano “un’aiuola” del Comune di Sant’Alfio.

Questa iniziativa è veramente significativa, come le altre che l’hanno preceduta: è il segno più tangibile dell’ottimo e incomparabile rapporto esistente tra gli “alleati” USA e la collettività Siciliana e la collettività catanese in particolare.

Tutto qui?

Certo, tutto qui.

INDISCRETO

 

Domanda –

E a Sigonella i Global Hakws, i Predator (i droni, i velivoli senza pilota, fortemente armati e operativi), a Niscemi il MUOS, e tutte le altre diavolerie belliche americane sparse nel territorio dell’Isola, che ci stanno a fare?

Risposta –

Ma via, quello è un altro discorso che con la Sicilia non ha nulla a che fare perché gli apparati bellici USA costituiscono un “rapporto” specifico e preciso con il Governo Italiano.

Domanda –

Ma, ci prendiamo in giro? La Sicilia non è “Italia”?

Risposta –

Beh, anche questo è un altro discorso…

Domanda –

Forse che la Sicilia ha chiuso il suo Parlamento e non ha più un suo Presidente della Regione in grado di decidere cosa fare o non fare nel suo territorio?

Risposta –

…Questa è propaganda di stampo stalinista! Perché porsi questi interrogativi quando neanche Putin ha mai obbiettato sulla presenza stabile di basi militari americane in Sicilia, pesantemente attrezzate per prevenire qualsiasi evento che possa mettere in pericolo l’Italia e l’Europa!

Domanda –

E i pericoli che corre la Sicilia per questo suo senso (obbligato?) di “ospitalità” militare straniera non si tengono in conto?

Risposta –

Ma quali pericoli e pericoli: gli americani stanno qui per difendere tutti noi!

Domanda –

Da cosa ci difendono? Dai migranti o dalla mafia?

Risposta –

Ci difendono anche da quanti sporcano i giardinetti: non vedi che adottano anche le aiuole?

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